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Genova si apre nel segno di Sanlorenzo

Genova si apre nel segno di Sanlorenzo

Perotti fa gli onori di casa e difende il salone abbandonato da alcuni dei big del settore

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VIAREGGIO. Si apre nel segno di Sanlorenzo l’edizione numero 56 del salone nautico di Genova. Complice un disguido con i voli che dovevano riportare in Italia la presidente di Ucina, Carla Demaria, è stato il patron del cantiere viareggino, Massimo Perotti, a fare gli onori di casa ieri, giornata inaugurale della manifestazione per la prima volta anticipata a fine settembre, prima dell’altra prestigiosa vetrina europea per la nautica internazionale, quella di Monaco.

Perotti ha parlato a 360 gradi del comparto, delle liti tra Ucina e Nautica Italiana, del salone che ha superato non poche difficoltà per poter andare in scena nonostante le defezioni di alcuni big del settore, tra i quali Azimut Benetti, e che anzichè essere al centro di diatribe meriterebbe un riconoscimento a livello nazionale «come unico salone possibile in Italia grazie all'hardware, alla posizione e alla storia - ha dichiarato il patron di Sanlorenzo - Ci sono tanti cinquantenni, sessantenni utenti dei nostri prodotti che venivano al salone quando avevano i calzoni corti, con i loro papà. Questa storia non si cancella, ha il suo peso e chiediamo che venga riconosciuta, così come Ucina, associazione che rappresenta il settore da più di 50 anni con oltre 300 iscritti, tutti qui presenti». Cosniderazioni che sembrano sgombare il camprispetto ad ipotesi, pur in discussione, di saloni nautici italiani alternativi a quello di Genova, uno dei quali è allo studio proprio a Viareggio: il così detto “Show del mare” che dovrebbe andare in scena in concomitanza con altri due eventi toscani dedicati alla nautica: Yare e Seatec.

L’industriale si è poi rivolto al governo, rappresentato a Genova dal ministro per gli affari regionali, Enrico Costa. «Non capiamo per quale motivo il salone non abbiamo la giusta attenzione da parte del ministero dello Sviluppo economico. Abbiamo bisogno di un salone internazionale importante che sostenga la nostra industria che è la seconda più grande al mondo». E sulle politiche nazionali legate alla nautica ha aggiunto: «Il 2016 non è stato un buon anno nei rapporti con la politica centrale. Quando ero presidente di Ucina, due anni fa, il focus sul comparto nautico era molto più forte con il coinvolgimento di tutte le amministrazioni. Negli ultimi mesi questo focus si è spento». Perotti ha citato in particolare i ritardi nell'attuazione Delega al Governo per la riforma del codice della nautica da diporto, «ferma dal 2012», e la realizzazione del registro telematico delle imbarcazioni (un sistema analogo al Pra per le automobili).

«Se non siamo uniti non è nostra la responsabilità, abbiamo fatto di tutto per restare uniti» ha poi detto riferendosi alla uscita da Ucina di grandi marchi confluiti in Nautica Italiana che ha scelto di presentarsi in grande stile a Cannes due settimane fa. «Per fare pace bisogna essere in due - ha detto Perotti - è come un divorzio, per tornare insieme ci vuole l’accordo tra moglie e marito. Di tanto in tanto ci parliamo, ci incontriamo, ma per fare pace bisogna essere in due».

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