Proteste
Appello dei fedeli a Papa Francesco per Don Damiano
Tre banchetti saranno piazzati a Camaiore per chiedere all’arcivescovo spiegazioni sul trasferimento
CAMAIORE. Il gregge di Don Damiano sta tirando fuori gli artigli e più che da pecorelle sembra essere formato da lupi pronti a difendere il pastore. Partirà infatti da oggi una petizione promossa dai fedeli che con tre banchetti raccoglierà le adesioni della comunità per chiedere all’arcivescovo spiegazioni chiare sul trasferimento di don Damiano Pacini dalla prioria di Camaiore alle parrocchia di Segromigno in Piano. I fedeli saranno presenti fino a lunedì prossimo alla cartoleria Arcobaleno in via Vittorio Emanuele, allo “Yogurino” di piazza Petrucci e al bar Stella di piazza XXIX Maggio.
«Abbiamo organizzato quesa raccolta firme - dice Andrea Francesconi, educatore della parrocchia e uno dei promotori dell’iniziativa - per chiedere di non spostarlo e soprattutto perché in consiglio pastorale l’arcivescovo ha dichiarato espressamente di non voler incontrare i parrocchiani né prendere in considerazione le istanze dei fedeli che chiedono spiegazioni su una decisione che nessuno si aspettava».
Oltre a questa raccolta di firme circola voce in paese che ci saranno proteste ben più clamorose: diserzioni di massa, blitz da Papa Francesco con un pullman e manifestazioni davanti alla curia. Azioni eclatanti che servirebbero a togliersi quel po’ di amaro in bocca che i parrocchiani ancora hanno dopo l’annuncio repentino della sua partenza.
Mentre, quindi, la data della partenza del parroco si avvicina (entro un paio di settimane), nessuna voce si alza invece per difendere la scelta del trasferimento: da Lucca il segretario dell’arcivescono, don Lucio Malanca, risponde seccamente che non dirà niente a riguardo.
«Non so niente e non dirò niente», risponde al Tirreno che lo ha raggiunto telefonicamente.
Nel frattempo gli animi non si calmano tra i fedeli: «Non possono dirci che è stata una decisione lungamente discussa - dice Francesconi - fino a qualche giorno fa Don Damiano parlava dei progetti futuri e di quello che avremmo potuto fare. La decisione ci è piombata addosso. Non si può togliere a due settimane dall’inizio dell’anno pastorale la guida di una comunità intera. Forse era un personaggio scomodo per Lucca: non è un tipo che si può definire politicamente corretto. Sembra una mossa politica, considerando anche il fatto che Monsignor Italo Castellani tra due anni andrà in pensione».
Don Damiano è molto amato in paese e tra molti serpeggia quindi il dubbio che non ci sia solamente la missione apostolica e evangelica alla base di questo trasferimento ma motivi che avrebber più a che fare con interessi di tipo politico e, soprattutto, economico.
Un dubbio che aveva sollevato anche Alessandro Santini, ex vicesindaco di Camaiore, che sul suo profilo Facebook aveva scritto: «Il silenzio dell’arcivescono dà adito a voci incontrollate e dà fiato ad inutili illazioni su Damiano che non le merita. In troppi purtroppo vogliono allungare le mani sui beni della chiesa camaiorese di cui Don Damiano risulta, fino a oggi, essere stato un ottimo custode. Camaiore è una chiesa ricca, Don Damiano ha dato noia alle mire di qualcuno? - si domanda - l' Arcivescovo di Lucca non può tacere e non può non ricevere chi chiede un suo incontro».
Le voci di paese quindi al momento restano tali e nessuno dei camaioresi che frequentano la chiesa riesce a sciogliere il mistero che circonda il cambio alla guida.
«Tutto quello che so - dice Francesconi - è che la parrocchia di Camaiore è tra le più ricche della Lucchesia ma da qui a ipotizzare dei motivi di natura economica il passo è lungo. Don Damiano non dirà nulla anche perché non avrà troppo tempo: con l’inizio dell’anno pastorale sarà già nella nuova parrocchia».
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