Il Tirreno

Versilia

Un patto col Comune per rilanciare il centro della città

di Gabriele Noli
Un patto col Comune per rilanciare il centro della città

Ieri la firma dell’intesa con i commercianti che chiedono incentivi, un nuovo piano della sosta e più sicurezza

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VIAREGGIO. Un protocollo d’intesa per la salvaguardia, lo sviluppo e la crescita del centro città di Viareggio perché «non c'è più tempo da perdere e bisogna agire in fretta», concetto ribadito in coro da Confesercenti Toscana Nord e Confcommercio Lucca e Massa Carrara, firmatari - assieme al commissario prefettizio Fabrizio Stelo - del documento presentato nel primo pomeriggio di ieri in municipio in un incontro nel quale i rappresentanti delle categorie hanno spiegato le ragioni di una sinergia «che non deve restare pura teoria ma trovare concreta applicazione nella realtà». Il tema è quello del commercio, certo, ma più in generale della vivibilità del centro città per tutti: commercianti, residenti, turisti.

Unire le forze per il bene del comparto imprenditoriale che insiste su piazza Cavour (quella del mercato) e la zona circostante, regno di degrado ed episodi di criminalità tali da gettare nello sconforto ed in un perenne stato di incertezza residenti e pure gli stessi commercianti. O almeno quelli che hanno deciso di non chiudere le proprie attività, anch’esso refrain abituale degli ultimi tempi. «Abbiamo individuato alcune azioni che possano portare quest’area a riacquisire l’importante attività attrattiva commerciale che manca ormai da troppi anni, conseguenza di scelte sbagliate e scarsa capacità di intervento degli enti pubblici», si legge nel protocollo, all’interno del quale sono state definite sette priorità fondamentali «per la rinascita del centro commerciale naturale».

Confesercenti e Confcommercio ritengono necessaria l'adozione di un piano delle funzioni «con un rapporto mirato tra componente urbanistica e commerciale». Cosa serve in termini pratici? «Soluzioni di salvaguardia e sostegno per le attività storiche, caratterizzate da un'offerta merceologica di qualità». C'è poi l’annosa questione delle concessioni. «Oltre il 50% dei fondi sotto le logge sono sfitti» denuncia Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio. Porre rimediò, però, si può. «L'indirizzo programmatico deve essere quello di incentivare i privati ad investire su chioschi attraverso forme di calmierazione dei canoni, sgravi fiscali sulle pubblicità, suolo pubblico e rifiuti e la previsione di idonee forme di assicurazione a tutela di immobili e concessionari». Senza trascurare la previsione della reintroduzione del vigile di mercato per monitorare il rispetto nell'attuazione delle normative di settore.

Bertolani punta il dito su un’altra questione che risulta deleteria: i parcheggi. «L’attuale piano della sosta è pesantemente penalizzante per le imprese» si legge nel protocollo. «È necessario individuare nuove aree di sosta, così da ottenere un alleggerimento del traffico». Una revisione del piano «chiesta da tempo» e - sino ad ora - mai attuata.

Il quarto punto riguarda la sicurezza. E qui le note dolenti si moltiplicano. «Il centro pedonale deve essere messo assolutamente in sicurezza con la presenza più assidua delle forze dell'ordine» affermano Confcommercio e Confesercenti, rimarcando l'esigenza del «potenziamento dei sistemi pubblici di videosorveglianza». Nel protocollo d'intesa si fa espressamente riferimento a decoro e riqualificazione (architettonica e strutturale) dell'intera area del mercato, «tesa a valorizzare in special modo il loggiato del Belluomini, attualmente lasciato in condizioni di semi-abbandono». Realizzare piccole azioni per migliorare l'immagine del cuore (non più) pulsante della città. Questo l'obiettivo specificato nel documento che si conclude con la volontà di creare «un soggetto pubblico-privato con compiti di coordinamento e attuazione delle politiche e delle azioni di sviluppo» e «la realizzazione di una certificazione/marchio di qualità, da assegnare alle attività del centro di Viareggio che rispondano ai requisiti previsti in un apposito disciplinare».

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