Sicurezza
Si picchia con i ladri che trova nel suo pub
Viareggio: corpo a corpo con coltelli e bottiglie. Il titolare finisce all’ospedale
VIAREGGIO. Nel cuore della notte ha sentito una serie di colpi provenire dal pub sotto casa che gestisce insieme alla moglie. E, senza neppure vestirsi, è sceso nel locale per capire cosa stava succedendo. Così si è ritrovato di fronte i due ladri che stavano ripulendogli il registratore di cassa. Uno dei due è fuggito, l'altro lo ha minacciato con un coltello. Ma lui non si è fatto intimidire ed ha ingaggiato un corpo a corpo con il bandito. Che, dopo aver mollato il bottino (poco meno di cinquecento euro), lo ha colpito alla testa con una bottiglia prima di fuggire a sua volta. E costringendolo a ricorrere alle cure del pronto soccorso per una commozione cerebrale (fortunatamente non grave). È stata davvero una notte da incubo per Simone Barsotti, proprietario insieme alla moglie Jessica Rossi della paninoteca Coyote di via Circonvallazione al Terminetto, a poche decine di metri da largo Risorgimento. Una nottata che né lui, né la moglie né la figlia diciassettenne dimenticheranno tanto facilmente. Anche se i carabinieri sembrano essere sulle tracce di uno dei due ladri.
Tutto è iniziato poco dopo le tre di notte di domenica 18. Simone Barsotti e la moglie Jessica erano rientrati da poco nell'appartamento - che si trova proprio sopra la paninoteca - dopo aver chiuso il locale e concluso le pulizie. Erano a letto, quando hanno distintamente udito dal piano di sotto dei colpi violenti. Prima uno, poi un secondo, quindi un altro ancora. «Abbiamo subito capito che stava succedendo qualcosa di anomalo - racconta Simone Barsotti - così sono immediatamente sceso nel pub. Non mi sono neppure vestito, visto che c'è una scala interna che collega la casa al locale. Quando ho aperto la porta della paninoteca, mi sono trovato di fronte a due giovani che stavano cercando di scappare dal locale. Erano entrati da una stretta finestra a vasistas sopra la vetrina e in quel momento stavano cercando di scappare utilizzando come via di fuga quella stessa finestra. Uno dei due era già riuscito ad uscire e si trovava in strada. Ma uno stava provando ad arrampicarsi dall'interno del pub. Trentenne, di sicure origini magrebine, aveva una leggera barbetta ed era molto esile. Quando ha capito che lo avrei acciuffato, si è voltato contro di me e, minacciandomi, mi ha puntato contro una lama. "Ti accoltello", mi ha gridato in un italiano quasi perfetto. Io però non mi sono lasciato intimorire. Ho preso la sedia di un tavolo e gliel'ho scagliata addosso».
Ne è nato un violento parapiglia, con il proprietario del locale e il ladro che hanno dato vita ad un corpo a corpo andato avanti per alcuni, lunghissimi minuti. «Quando è scesa mia moglie Jessica - racconta con in testa ancora i segni della colluttazione della notte precedente - le ho detto di scappare via, di chiudersi in casa e di chiedere aiuto. Poi ho ingaggiato una lotta con il ladro. Lui si è tolto di tasca i soldi che aveva appena rubato dal registratore di cassa e li ha gettati sul pavimento sperando che a quel punto lo lasciassi scappare. Ma io l'ho acciuffato e l'ho bloccato a terra, sperando che qualcuno arrivasse al più presto».
Con un guizzo improvviso, da terra, il ladro è però riuscito ad aprire il frigo delle bibite di fianco al banco. E, scuotendolo, è riuscito a far cadere delle bottiglie. «A quel punto - spiega ancora Simone Barsotti - è riuscito ad afferrare una bottiglietta di vetro di Coca Cola e me l'ha spaccata in testa. Non ci ho visto più dal dolore e lui, approfittando di un attimo di stordimento, è riuscito a divincolarsi ed è fuggito via. Ancora pochi istanti e mio suocero, che abita a pochi passi da me, e un amico che fa l'istruttore di karate mi avrebbero raggiunto e dato una mano. Diciamo che gli è andata bene…»
Fuggito via a piedi in direzione di largo Risorgimento, il ladro è riuscito a far perdere le proprie tracce. Poco dopo sono sopraggiunti anche polizia e carabinieri che hanno cominciato a dare la caccia ai due fuggitivi. E uno dei due è stato bloccato non distante dalla stazione ferroviaria. Adesso saranno le impronte digitali rilevate dalla scientifica sul vetro della paninoteca a inchiodare o scagionare l'uomo fermato. Contemporaneamente Simone Barsotti è stato accompagnato in ambulanza al pronto soccorso dell'ospedale Versilia dove è stato tenuto per tutta la notte in osservazione per valutare il trauma commotivo rimediato nella colluttazione. Fortunatamente non sono emerse complicazioni ed è stato così dimesso.
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