Il Tirreno

Versilia

Picchetti non rimossi per non sostenere i costi

Cisterna squarciata, Il pm Amodeo: «Alla fine si riduce tutto ad una questione di denaro»

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VIAREGGIO. «La circolare del 2001 che prescriveva la sostituzione dei picchetti in occasione dei lavori sull’armamento e ne vietava la collocazione sulle linee dell’Alta velocità è rimasta lettera morta per la prima parte». Il pubblico ministero Giuseppe Amodeo affronta la penultima udienza dedicata alla requisitoria della Procura affrontando di petto la questione, lunga sette anno di confronto giudiziario, di cosa abbia squarciato la cisterna deragliata carica di Gpl. Per l’accusa è stato un picchetto di regolazione della curve; per la difesa un componente dell’infrastruttura (zampa di lepre). Anche la commissione di indagine della Direzione generale per le investigazioni ferroviarie (oggi Dgifema), organismo indipendente del ministero dei trasporti nel 2013 - ricorda Amodeo - è arrivata alla conclusione che «tra le varie ipotesi, quella che appare disporre maggior grado di compatibilità geometrica e cinematica, e dunque il più alto grado di probabilità di corrispondenza alla realtà di quanto accaduto, è l’ipotesi di un urto della ferrocisterna con il picchetto 24». Dalla Dgif all’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf) la sollecitazione ad una disposizione nei confronti di Rfi per avviare la graduale rimozione dei picchetti lungo la rete ferroviaria italiana. E cosa risponde Rfi? «Rfi risponde - continua il pm - che non ritiene opportuno avviare il piano generalizzato di rimozione dei picchetti. Ovvero: me ne strafrego». E questo nonostante «i picchetti siano considerati come eliminabili da 84 anni. Ma di cosa stiamo parlando?».

A questa domanda “provocatoria” del pm Amodeo, si aggiunge quanto dimostrano le indagini della Procura di Lucca. Con un esito agghiacciante. Ferrovie, fin dal 2001, si erano date l’obiettivo di rimuovere i picchetti di regolazione delle curve man mano che sull’armamento venissero effettuati lavori. «A Viareggio questo era successo», sono le parole del pm Salvatore Giannino. Abbiamo chiesto conto dei lavori effettuati e tra 2004 e 2007 è stata rinnovata la massicciata. Per tutto il tratto di linea che arriva fino alla stazione e poi all'uscita: manca 1,7 chilometri, quello dove è accaduto l'incidente». Se si fosse installato il sistema di rilevamento a Gps come da circolare Fs del 2001 «su tutto il tratto i picchetti sarebbero stati tolti». E nessuna cisterna si sarebbe squarciata.

Se non bastasse questo a farsi venire i brividi, ecco che «già nel 1992 c'era l’alternativa ai picchetti, ovvero le piastre in acciaio. Anche in galleria, dove i margini più stretti aumentano i pericoli. Qui vengono usate piastrelle di terracotta smaltate di colore bianco. Perché dal 1992 - è l’affermazione che chiede giustizia - si potevano utilizzare alternative eliminando i picchetti e non si è agito?».

Nell’epopea a due voci porta in aula dai pm, tocca ad Amodeo: «Perché sarebbe stato un costo rilevante, come dichiarato in aula. Ecco: si riduce tutto a questo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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