Il Tirreno

Versilia

Acqua sporca, sale la protesta: «Non paghiamo più la bolletta»

di Cesare Bonifazi
La campagna del Tirreno
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La campagna del Tirreno

Ai distributori pubblici c’è sempre la fila I cittadini delle frazioni pronti a mobilitarsi

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MASSAROSA. Tra la chiesa di Piano di Conca e la scuola c’è una “casetta dell’acqua”, di quelle installate dal Comune che fornisce acqua potabile e sicura. Chi vuole può andare a prenderla gratuitamente. Ieri mattina, un po’ come ogni mattina, c’è un capannello fisso di persone in fila per riempire bottiglie e fare rifornimento per casa: bollirla per cucinare la pasta, lavare la verdura o, nei giorni peggiori in cui l’acqua è marrone, anche lavarsi i denti.

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«Oggi l’acqua è piuttosto limpida», racconta la signora Anna Sodini che abita in via delle Sezioni. Sta riempiendo le bottiglie insieme ai figli piccoli che domenica avrebbero voluto farsi il bagno ma l’acqua nella vasca era nera. «Ma tanto anche quando è limpida io non mi fido - dice - quando metto la biancheria in lavatrice, spesso esce gialla. Se fossimo tutti d’accordo, io sarei pronta anche a non pagare più la bolletta».

Entra nella conversazione anche la signora Franca Pardini che abita su via di Mezzo: «Anche io sono d’accordo». Le fanno eco anche altre persone con le ghirbe vuote che sono in fila per il turno.

«Dovremmo organizzarci - esclama la signora - Mio figlio oggi ha dovuto cambiare i filtri nuovi di due mesi che abbiamo messo nella cisterna in giardino: erano arancioni e abbiamo buttato oltre 800 litri acqua perché era nera. Venga - dice - le faccio vedere». Il figlio Tullio infatti mostra i due filtri colorati dalla ruggine: «Sono nuovi - racconta - non si schiariscono neanche immergendoli nella varichina».

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Al bar poco distante, il “Centro”, la situazione non è molto diversa. Ma Emilio Cortopassi, il titolare, si è premunito: «Ho fatto installare un doppio filtro per salvare almeno la macchina del caffè - dice - ma è una pena far scorrere per cinque minuti l’acqua marrone del rubinetto davanti ai clienti. Sarebbe bene mobilitarsi, soprattutto perché poi la bolletta la devo pagare e anche salata».

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Stessa situazione pochi chilometri più avanti, al bar Coluccini di Piano di Mommio. Alice Cima racconta che «ormai ci si convive: abbiamo installato dei depuratori perché venivano delle incrostazioni di ruggine nella macchina del caffè che, oltre alla salute, facevano male anche alle tasche perché dovevamo cambiare gli impianti».

Andrea Pucci è il titolare della pescheria “La Paranza” a pochi metri dal bar lungo la Sarzanese. La sua attività si è salvata nell’ultimo mese: «Da quando hanno fatto i lavori su via del Rio - dice- sarà capitato una volta sola. Certo, il disagio è grande: quando l’acqua è trasparente possiamo lavare il pesce, altrimenti dobbiamo attrezzarci diversamente».

Graziati anche gli abitanti lungo via della Francesca: dopo i lavori di pulizia delle tubature, gli eventi si sono diradati, ma non spariti. Daniele Pigozzi vive, ironia della sorte, in via delle Fonti; nell’ultimo mese non ha avuto problemi di acqua sporca se non una volta: «Ma facevano i lavori sulla rete - dice - e ci avevano avvertito che ci sarebbero stati problemi».

 

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