Sicurezza
Verande e gazebo fissi in bar, ristoranti e bagni
A Camaiore non sarà più obbligatorio rimuoverli alla fine della stagione estiva Basterà pagare cento euro per ogni metro quadro di superficie occupata
CAMAIORE. Cento euro al metro quadro. Pagando questa cifra, da quest’anno gli stabilimenti balneari, i bar e i ristoranti del Comune di Camaiore possono lasciare al loro posto verande, gazebi e cabine mobili, invece che rimuoverli alla fine della stagione. O dopo i sei mesi - al massimo prorogabili a nove - che la Regione pone come limite di tempo per tenere montate questo tipo di attrezzature.
Da adesso in poi, infatti, nell’intero territorio comunale le cosiddette strutture precarie possono essere trasformate in fisse. Basta pagare, appunto, cento euro per ogni metro quadro di superficie occupata. Ovviamente, va considerato che in questo modo la superficie commerciale viene ampliata. E quindi si pagano più tasse, a partire da quella sui rifiuti. Ma se le attività stanno accogliendo la novità con entusiasmo significa che l’obiettivo è chiaro: agevolare il commercio. E permettergli di vivere tutto l’anno, non solo d’estate.
Per Lido è una notizia non da poco. In tanti si stanno già attrezzando per lasciare le strutture montate anche in inverno. Segno che, dopo un’estate di ottimi guadagni, si fa sempre più largo l’idea di sfruttare l’onda lunga anche nella stagione fredda. C’è chi, tra gli stabilimenti balneari, punta addirittura a cambiare la licenza del ristorante per poterlo tenere aperto oltre il 30 settembre. E la nuova norma del Comune è un assist.
Camaiore, tra l’altro, è il primo Comune in Versilia in cui, alla legge regionale sull’urbanistica del 2014, si è risposto adottando una norma del genere. Che pone fine a un problema annoso, dal punto di vista degli stabilimenti balneari: quello della rimozione obbligatoria delle strutture precarie.
«La legge della Regione – spiega l’assessore all’urbanistica Simone Leo, che ha seguito l’intera pratica – stabilisce in sei mesi, o al massimo nove, il termine massimo di durata di verande, gazebi e cabine mobili. A Lido, fino a poco tempo fa, gli stabilimenti rinnovavano anno per anno una convenzione per tenere montate anche in inverno queste attrezzature. Una scelta dell’amministrazione comunale precedente, a cui la legge regionale ha di fatto tolto il terreno sotto i piedi».
Da qui l’esigenza di cambiare le carte in tavola, su richiesta anche dei balneari che in tutta la Versilia si lamentano spesso dell’argomento. «Per noi è un problema soprattutto logistico – spiega Luca Petrucci, presidente dei balneari di Lido – si tratta di parti integranti dell’attività, ed è chiaro che ci fa più comodo tenerle in piedi. Invece che rimuoverle in tutta fretta entro il 30 settembre». Proprio entro la fine del mese è il termine entro cui fare richiesta di trasformazione delle strutture da precarie a fisse.
«Quello che abbiamo fatto come amministrazione comunale – spiega l’assessore Leo – è stato approvare una variante nel nostro regolamento urbanistico. Prima di rendere operativa questa norma, però, ci siamo consultati con tutte le amministrazioni pubbliche che potevano avere obiezioni in proposito. A partire dalla Soprintendenza. Abbiamo partecipato a conferenze dei servizi, con pareri scritti di tutti gli enti coinvolti, per evitare fraintendimenti o possibili contestazioni. Una volta ottenuti i via libera, siamo andati a concludere. È bene precisare che la nostra scelta si colloca perfettamente nella normativa regionale: semplicemente, diamo la possibilità di rendere stabili queste attrezzature fino a che, ci auguriamo non accada mai, l’attività non chiude i battenti». Pagando un prezzo una tantum.
La norma, specifica Leo, non va soltanto incontro ai bagni. «Tutte le attività commerciali – dice – che hanno verande e gazebi possono sfruttare questa possibilità».
Da fuori Camaiore qualcuno si chiede se sia possibile estendere la norma anche al resto della Versilia. Così il sindaco Alessandro Del Dotto: «Non credo possa avvenire nell’immediato. Noi l’abbiamo potuto fare perché avevamo già alcuni strumenti urbanistici specifici. In futuro, con tutte le procedure del caso, assolutamente sì».
Matteo Tuccini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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