Il Tirreno

Versilia

Sotto la pioggia le prime notti nelle tende

Sotto la pioggia le prime notti nelle tende

Il campo profughi a Ripa è allestito nel giardino della Croce Rossa. Il rischio è che diventi fango

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RIPA. Dormire in una tenda, mentre fuori diluvia. Sentire tuonare e sperare che il lampo cada lontano. I richiedenti asilo, ospitati nel campo allestito nel terreno della Croce rossa a Ripa (in via Alcide De Gasperi) hanno trascorso le prime notti così: all’insegna di un (quasi) autunno che inzuppa sempre tutto. Con un timore dietro: che la zona si trasformasse in un campo “giungla”, come ad esempio, a Calais e a Dunkerque in Francia, o a Idomeni, in Grecia, tutti campi profughi europei, dove l’umanità si è persa nei centimetri di fango in cui sono sprofondate le tende.

Le tende blu del ministero dell’Interno sono infatti piazzate nel giardino, nel retro della Croce rossa di Ripa. Un giardino che, come tutti, con la pioggia, diventa poltiglia. In questi giorni l’associazione dovrebbe correre ai ripari e coprire la terra con materiale impermeabile in modo che l’acqua e il fango non scivolino tra i letti. Rimane il disagio di vivere chiuso in una tenda, mentre fuori piove. Con al massimo un telefonino o quattro o cinque persone con cui scambiare qualche parola, magari anche in una lingua che non è la propria.

I trenta richiedenti asilo vengono perlopiù dal Pakistan (una decina). Poi ci sono migranti provenienti dalla Nigeria, dal Ghana, dal Bangladesh e dalla Costa d’Avorio. C’è anche un indiano, che però viveva in Libia ed è arrivato in Italia, come tanti altri, via mare, nella notte, tra le onde, verso Lampedusa e una nuova vita.

Sono in Italia chi da venti giorni, chi da tre mesi e vengono tutti - nell’ultima tappa - dal campo allestito a Lucca.

E si muoveranno ancora, non rimarranno a Ripa. Il campo dove sono ospitati adesso è infatti provvisorio.

I trenta migranti -stando a quanto riferito dalla Prefettura - rimarranno nelle tende solo quindici giorni, dopodiché verranno smistati nei vari comuni della provincia di Lucca. La tendopoli verrà poi smantellata, per sempre. Questo almeno è il progetto.

In questi giorni i volontari della Croce rossa si alternano nel turno di notte e di giorno per presidiare il posto. Portano cibo e acqua e provano a fare compagnia, in lunghe giornate sempre più identiche a se stesse, prigioniere della noia.

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di Redazione web