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Acqua sporca da quattro anni, il vicesindaco: non bevetela

di Marco Pomella
Acqua sporca da quattro anni, il vicesindaco: non bevetela

Massarosa, Damasco Rosi vive a Piano di Mommio: affrontò il problema già nel 2012 quando era assessore «Questione irrisolta, ma oggi i cittadini possono ricorrere al giudice di pace e chiedere rimborsi»

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MASSAROSA. Non l’avrebbe bevuta allora, nel 2012, quando era assessore all’ambiente. E non la berrebbe oggi, nel 2016, che è vicesindaco. Damasco Rosi fu uno dei primi amministratori pubblici ad ammettere che l’acqua marrone (o giallognola, fa lo stesso) che esce dai rubinetti delle case nel Comune di Massarosa non è da considerare potabile. In quattro anni qualcosa è cambiato: «Oggi - dice - Gaia ha avviato alcuni interventi e soprattutto i cittadini hanno uno strumento in più per far valere i loro diritti». Ma non fino al punto di considerare risolto il problema.

La questione dell’acqua sporca che spesso esce dalle tubature di casa è di vecchia data. Le segnalazioni, in questi anni, sono arrivate dalle più disparate parti del territorio, dalle colline, con Bargecchia e Corsanico in prima fila, alla pianura con Piano di Mommio e Piano di Conca. Casi, non certo sporadici, si sono registrati anche a Massarosa centro, a Piano del Quercione, a Bozzano, a Stiava, solo per citare i più recenti. Ma anche dal resto della Versilia, per quanto si tratti di un fenomeno, arrivano segnalazioni. Gli anni passano, però, e il problema non si risolve. Anzi, peggiora. Come il colore dell’acqua che arriva nelle case degli utenti. Che sono sempre più arrabbiati con Gaia.

Il Tirreno, qualche anno fa, fece una domanda diretta e precisa all’allora assessore di Massarosa, Damasco Rosi: lei la berrebbe quell’acqua color marrone? La risposta fu netta e precisa, impossibile fraintenderla. «No, non la berrei. Anzi, visto che sono residente a Piano di Mommio, posso dirvi che io quell’acqua non la bevo». Sono passati 4 anni e il problema, puntuale, si ripete. E la risposta dell’ex assessore, oggi vicesindaco di Massarosa, non è cambiata.

«Come nel 2012 - dice al Tirreno Damasco Rosi - anche oggi ripeto che l’acqua del rubinetto, se esce di quel colore strano, non la bevo. E invito i miei concittadini a non berla».

I cittadini, in questi anni, non hanno notato grandi miglioramenti nel servizio. Eppure Rosi garantisce che passi in avanti ne sono stati fatti. «Gaia - spiega il vicesindaco - ha iniziato l’opera di pulizia di alcune condotte idriche, e soprattutto ha iniziato la sostituzione di alcune tubature. I lavori, ancora in essere a Piano di Mommio, ovviamente non possono portare risultati immediati. Ma una volta terminati, sicuramente la situazione sarà migliore». Damasco Rosi però insiste soprattutto su un aspetto che a suo avviso dal 2012 ad oggi è mutato, quasi a lanciare un invito ai suoi cittadini.

«Ad inizio del 2016 io e l’assessore di Camaiore Simone Leo - spiega - siamo riusciti a far modificare la carta dei servizi di Gaia. Laddove c’era scritto che il gestore “si impegna” a garantire un servizio di qualità, abbiamo modificato la formula con “il gestore è obbligato” a garantire un servizio di qualità. In altre parole, se in casa esce acqua marrone non solo il cittadino non deve berla, ma ha tutto il diritto di fare ricorso al giudice di pace ed ottenere un rimborso. Capiamo - conclude Rosi - le difficoltà della società nel dover affrontare investimenti da milioni di euro, ma allo stesso tempo siamo certi che i nostri concittadini abbiano diritto ad un servizio idrico di qualità. Vale per l'acqua marrone a Massarosa, come anche per il caso tallio a Pietrasanta».

 

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