La manifestazione
Anche il sindaco non se la beve
Mungai rinvia al mittente le proteste dei cittadini «L’amministrazione non c’entra nulla, il gestore è Gaia»
MASSAROSA. «Io di certo non me la bevo», dice sardonico Franco Mungai, sindaco di Massarosa. Il suo è un giudizio netto: l’acqua deve uscire perfetta dai rubinetti perché la gente paga per un servizio che poi non riceve. Il primo cittadino si è anche ritrovato al centro di polemiche e proteste malgrado faccia capire di avere poco potere per risolvere il problema.
«Alcuni cittadini sono venuti nel mio ufficio con le bottiglie piene d’acqua marrone dicendomi che me l’avrebbero fatta bere - racconta - Io ho spiegato loro che dovrebbero andare dal presidente dell’azienda idrica. Ma molte persone fanno ancora il collegamento mentale “servizio dell’acqua uguale Comune”. Non è più così. Dal 2008 a gestire il servizio è solo Gaia e noi non possiamo far altro che sollecitare l’azienda a fare lavori, niente di più».
Mungai non prova a scaricare la colpa ma deve alzare le mani di fronte al fatto che quella materia non gli compete: «Anche io sono preoccupato per i miei concittadini ed è per questo che abbiamo più volte chiesto a Gaia di intervenire per risolvere la situazione che ritengo inaccettabile».
Ci va giù duro Mungai il quale ritiene il servizio «inammissibile»: il sindaco punta il dito sul fatto che le bollette dell’acqua di Gaia sono tra le più salate d’Italia e non sembra che non ci sia alcun modo perché la situazione si risolva se non che Gaia spenda milioni di euro per cambiare i tubi. È stata già una dura lunga lotta quella che ha portato all’allacciamento della zona di Montramito.
«Il contributo dell’amministrazione in questi anni è stato di fare pressione per fare gli interventi su tutti i fronti - dice - sulla questione dell’acqua marrone siamo riusciti a ottenere che facesse la pulizia con l’icepigging (una soluzione con il ghiaccio già utilizzata per il problema del Tallio a Pietrasanta, ndr). Sono stati fatti interventi e ne sono in programma altri, però non risolvono il problema. Quello che possiamo fare noi è stimolare l’azienda».
Il Comune da parte sua ha cercato di porre rimedio in qualche modo: laddove il servizio era scadente è intervenuto con abbonamenti e sconti sulle bollette. Massarosa è stato anche il primo Comune della Versilia a installare le “case dell’acqua”. La prima fu messa proprio a Piano di Mommio nel 2010, dove la qualità dell’acqua è peggiore. A seguire sono arrivate anche quelle di Massarosa, Bozzano, Piano di Conca e Piano del Quercione.
«C’è poi una rete di sorgenti, quattordici - continua il sindaco - che vengono monitorate continuamente dove la gente può andare a prendere tranquillamente l’acqua. Sappiano bene che sono solamente surragati di un servizio, dei palliativi, ma è quanto possiamo fare nella nostra posizione. Inoltre, tutte le volte che sono state fatti scavi per le fognatura e per altri cantieri di nostra competenza - conclude Mungai - abbiamo sempre messo tubi in polietilene sostituendo quelli vecchi in ghisa e in ferro ormai rugginoso».
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