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Versilia

Pietrasanta, ne arrivano 75 Mallegni: farò le barricate

di Matteo Tuccini
Pietrasanta, ne arrivano 75 Mallegni: farò le barricate

L’ipotesi è quella di piazzare una tendopoli nel parcheggio del terminal bus Il sindaco: «Neppure invitato al vertice a Lucca, mi metterò di traverso»

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PIETRASANTA. «Io non sono un razzista. A Pietrasanta spendiamo 40.000 euro all’anno per un ufficio immigrazione unico in Versilia: se ne servono centinaia di stranieri, arrivano anche da Massa. Ma come sindaco, prima di ogni altra cosa, devo occuparmi delle 40 famiglie che dormono nei parcheggi sotto i lampioni. Sono italiani o italiani acquisiti, qui da dieci anni. E la mattina questa gente esce dall’auto per accompagnare i figli a scuola».

Pietrasanta, assieme a Montecarlo, è l’unico Comune della provincia di Lucca che continua a rifiutare i migranti. E a opporsi con toni duri alla prefettura. È la linea del sindaco Massimo Mallegni, ribadita la mattina al telefono. Quando parla con Il Tirreno, l’ipotesi allo studio è ancora quella di ospitare i cosiddetti “richiedenti asilo” nei locali abbandonati dell’ex stazione: «Mi metterò di traverso, ma prima di me potrebbero farlo i cittadini», dice Mallegni. Nel pomeriggio, secondo quanto riferisce l’amministrazione comunale, arriva la comunicazione della prefettura. La Piccola Atene dovrebbe ospitare 75 stranieri, secondo i parametri che - sempre secondo quanto riferisce una nota dell’amministrazione - sarebbero cambiati. Non più un immigrato ogni 600 abitanti, ma 3 ogni 1.000. L’obiettivo - si spiega - è realizzare «una maxi-tendopoli nel parcheggio del terminal bus». Che faccia il paio con il centro di accoglienza aperto alla Croce Rossa di Ripa. Il che significa portare un centinaio di migranti in più in Versilia, per alleviare il centro delle Tagliate a Lucca ormai strapieno. E non in grado di reggere la nuova ondata in arrivo dal Sud. Il sindaco, però, avverte anche su Facebook: «Sono pronto a fare le barricate».

Dopo Ripa, Pietrasanta diventa così il secondo luogo di scontro sull’accoglienza dei migranti. I numeri freddi dicono che la Versilia non ha ancora ospitato quanto avrebbe dovuto e potuto. La Piccola Atene, in questo senso, non ha mosso un dito. Per questo la prefettura è pronta a prove di forza, se i Comuni continuano a nicchiare. «La prefettura non può farlo - insiste Mallegni - capisco che la prefetta faccia il suo lavoro, ma io come primo cittadino farò tutto ciò che mi consente la legge per impedirlo». È davvero possibile ignorare una questione di rilevanza mondiale, lavandosene le mani e lasciando che tocchi ad altri? «È un problema internazionale - dice il sindaco Mallegni - non possiamo risolverlo noi. E non è giusto che ci chiedano di farcene carico in questo modo. Senza contare che, quando è stata data la possibilità ai cittadini di ospitare dei migranti, sono spariti tutti».

In un primo momento la prefettura aveva pensato di utilizzare i locali dell’ex stazione. Che il Comune ha preso gratis dalle Ferrovie dello Stato, con l’impegno di ristrutturarli. «Ci vuole un milione di euro per i lavori», spiega Mallegni, innervosito dal fatto che «la società idrica Gaia, quella in cui noi siamo soci importanti, ha fatto un sopralluogo per allacciare l’acqua». La frase sembra una stoccata a chi da Gaia non ha riferito cosa stava accadendo.

Nel corso della giornata cambiano le carte in tavola. «La prefettura di Lucca - si legge in una nota del Comune, dove si rimarca il fatto di non essere stati invitati all’incontro coi sindaci - ha sondato la possibilità di utilizzare lo spazio del parcheggio sterrato del terminal bus, alle porte del centro storico e nel cuore del parco internazionale della scultura contemporanea, tra opere di Botero, Mitoraj e Yasuda, per accogliere un numero imprecisato di migranti. Secondo i nuovi parametri, a Pietrasanta toccherebbero 3 migranti ogni 1000 abitanti: 75 in totale. Pietrasanta è l’unico Comune toscano al di sopra dei 15mila abitanti ad aver avuto il coraggio di opporsi al piano scellerato di accoglienza diffusa del Governo». L’amministrazione comunale non vuole la tendopoli al terminal bus, né altrove. «Provo indignazione personale ed indignazione istituzionale per questo modo di agire - dice Mallegni nel comunicato stampa - Se il Governo italiano intende calpestare i diritti degli italiani e degli stranieri che già vivono nel nostro Paese, mi opporrò con tutte le forze fino a che sarò sindaco di questa comunità. Sempre nel rispetto delle regole istituzionali. Se necessario, mi sdraierò a terra con la fascia tricolore e sono sicuro che i miei concittadini saranno al mio fianco. Per evitare uno scempio nei confronti della comunità».

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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