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Versilia

«Hanno rapito una bimba», ma è falso

«Hanno rapito una bimba», ma è falso

La bufala scatena la caccia allo straniero da parte di alcuni adolescenti. Controlli delle forze dell’ordine fino a tarda notte

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CAMAIORE. «Due nordafricani hanno preso una bambina e l’hanno portata via in un sacco». Con queste parole hanno mobilitato per ore le forze dell’ordine, scatenando una caccia allo straniero, ingigantita dal passaparola per strada e sul web e resa credibile dall'effettivo intervento delle forze dell'ordine. Ma era tutto falso. Una bugia raccontata da un gruppo di adolescenti di Camaiore a chiunque incontravano in giro per la città nella serata di lunedì. Una bufala dallo sfondo razzista che ha visto sfilare per le vie del centro a Camaiore ragazzi armati di caschi e spranghe, almeno una diecina come riferiscono alcuni testimoni, e ha impegnato per alcune ore, fino alle 2 di notte, carabinieri, polizia e agenti della municipale.

I controlli senza esito e la mancanza di una denuncia di scomparsa hanno convinto le forze dell'ordine che si trattasse di uno scherzo di pessimo gusto. Una bravata sulla quale si è visto costretto a intervenire, per una precisazione sull'accaduto, anche il Comune che, in una nota frutto del confronto tra il sindaco Alessandro Del Dotto e il comando dei carabinieri ha scritto: «Non sono giunte denunce né di scomparsa né di rapimento da parte di alcun genitore: è plausibile ritenere che, se un genitore non avesse visto il bimbo/a a casa avrebbe sicuramente chiamato le forze dell'ordine per denunciarne la scomparsa».

Un clima difficile. Restano i fatti: la bugia, le accuse false nei confronti dello straniero di turno, la caccia all'extracomunitario scatenata dalle voci poi risultate del tutto infondate. E il clima che da giorni si respira a Camaiore quando si parla di accoglienza di cittadini stranieri. Tema diventato oggetto di un confronto fin troppo vivace, sfociato appena una settimana fa, in un violento alterco durante il consiglio comunale: spintoni, parole grosse, minacce nei confronti dei favorevoli alle politiche di accoglienza che a Camaiore come in altri Comuni sono state attivate per i migranti. Un clima certamente non sereno aggravato da quest’ultimo (e non unico) episodio che per questo, forse, non può considerarsi “solo” una bravata.

Le reazioni. La vicenda ha scatenato immediatamente indignate reazioni da parte del mondo politico. In una nota il Pd di Camaiore definisce l’episodio della notte scorsa «un segnale d’allarme per chi vuole cavalcare la tigre dell'intolleranza». Chi facendo leva sulla paura della gente «pensa di ricavare un vantaggio elettorale e per questo la alimenta. A causa anche dell’avvicinarsi della campagna elettorale, sono settimane che a Camaiore non si parla d’altro che di immigrati. Confondere le acque, creare una corrispondenza tra criminalità e immigrazione, come se fossero sinonimi, questo hanno scelto di fare, in assenza di argomenti veri, alcune forze politiche che si preparano a sfidare l'amministrazione di centrosinistra alle prossime elezioni». Rispetto all’episodio specifico il Pd osserva: «Per fortuna non è successo niente, ma ci auguriamo che il brutto episodio della scorsa notte faccia riflettere sulle conseguenze che alimentare certe paure e certi pregiudizi, può avere». Su un’altro fronte, non solo politico ma in qualità di genitore, ha commentato l’accaduto anche la consigliera comunale Anna Graziani: «Nel ringraziare le forze dell'ordine per essere tempestivamente intervenute per appurare i fatti, voglio porre una domanda agli aizzatori: siete felici del risultato ottenuto? E poi a noi genitori (pare che gli squadristi fossero minorenni) , vogliamo "giustificare" i ragazzi definendo il fatto una ragazzata o vogliamo essere finalmente educatori?».

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