Il Tirreno

Versilia

Rischio inquinamento da polveri sottili La colpa? Di Viareggio

di Cesare Bonifazi

La stazione di rilevamento si trova nel Comune vicino ma i dati valgono anche per il territorio di Camaiore

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CAMAIORE. C’è un’informativa del Comune di Camaiore alla cittadinanza valida fino a gennaio del 2017 dal titolo “Provvedimenti per la riduzione dell’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili”, il documento recita: «il Comune è stato identificato come “critico” per quanto riguarda la qualità dell’aria relativamente al materiale particolato fine». Una comunicazione importante per la salute dei cittadini: nell’aria ci sono polveri sottili nocive ed è necessario intervenire.

Tuttavia il pericolo non viene dal territorio camaiorese ma da via Pietro Maroncelli a Viareggio, la via che costeggia il cimitero della Misericordia, dove è stata installata una stazione per la rilevazione dell’inquinamento dell’aria, la “Lu-Viareggio”. I dati di quella cabina valgono sia per Viareggio che per tutto il Comune di Camaiore.

Un armadio come quello viene messo in ogni area che viene dichiarata “di superamento”, ovvero una zona nella quale sono stati riscontrati valori limite d’inquinamento.

Per ogni area di superamento vengono individuate delle “stazioni di riferimento”, come quella di via Maroncelli, sulla base della loro “rappresentatività spaziale”, cioè la capacità di essere rappresentative per la zona: per l'area Versilia la stazione di riferimento è per l'appunto Viareggio.

Secondo i dati di Arpat, l’azienda toscana che si occupa della protezione ambientale, il superamento dei valori limite è stato registrato solo nel 2011 (37 superamenti rispetto ai 35 consentiti) mentre negli anni precedenti e successivi il numero è stato ampiamente inferiore.

Si è superato il limite giornaliero 15 volte nel 2012,21 volte nel 2013, 11 volte nel 2014. Ma sono comunque dati riferibili a Viareggio e difficilmente sono rappresentativi dell’intero Comune di Camaiore.

«In un ottica di cautela - si legge nel documento Arpat che identifica le aree - si è comunque deciso di inserire questa area tra quelle di superamento».

Nei documenti di Arpat si legge anche: «In Versilia (anche se la rilevazione è solo viareggina, ndr) negli ultimi cinque anni si è registrato un unico superamento - e ancora - si ritiene che tale superamento debba essere considerato un fatto episodico».

Allora ci sarebbe da chiedersi perché Camaiore rientra nei comuni che devono attivare un Pac (piano di azione comunale) per limitare le emissioni. Un piano che, come comunica Arpat, nel mese di luglio Camaiore ancora non ha fatto.

«Il Comune si è attivato per il Paes, i piani d'azione per l'energia sostenibile - dice il sindaco Del Dotto - ma ancora siamo lontani da adottare quel tipo di provvedimenti - dice - ci vengono paventati rischi in base a dei dati che vengono rilevati a Viareggio, una città che ha una densità di abitanti estremamente alta e che è impossibile che corrispondano a quelli del nostro Comune. L’inquinamento c’è, non lo nego ma il nostro Comune viene dichiarato “critico” in base a un’analisi esterna al territorio. Credo che, da un certo punto di vista, si potrebbe anche parlare di procurato allarme (un reato punito dal codice penale secondo l’articolo 658, ndr)».

Il sindaco inoltre fa notare che, esclusa l’area delle Bocchette, nel territorio camaiorese, non ci sono le stesse fonti inquinanti di Viareggio: «Noi non abbiamo la cantieristica ed è estremamente più probabile che a Viareggio ci siano più particelle sospese rispetto a Camaiore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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