Il Tirreno

Versilia

Albergatori in rivolta «Sul web troppi irregolari»

Albergatori in rivolta «Sul web troppi irregolari»

Secondo l’associazione albergatori oltre il 50% attività non sono registrate «Dobbiamo far rispettare le norme che garantiscono la professionalità»

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LIDO DI CAMAIORE. La lotta alle attività ricettive irregolari non dovrebbe conoscere stagione. Secondo i dati di Federalberghi, i posti letto nel territorio non censiti sarebbero più del 50%. Si parla di strutture non canoniche come quelle offerte da alcuni siti internet.

Lo confermava già un dato dello scorso novembre quando Federalberghi nazionale lanciò l’allarme: un esempio del “sommerso” è costituito dal portale Airbnb, che a ottobre segnalava in Italia 176.870 strutture (erano 234 nel 2009), con una crescita esponenziale alla quale non fa seguito una significativa variazione del numero di attività autorizzate (le strutture extralberghiere censite dall’Istat erano 104.918 nel 2009, sarebbero a quota 117.749).

In una lettera aperta, Maria Bracciotti, presidentessa della Federalberghi Versilia, punta il dito contro tutte quelle strutture che fanno accoglienza di turisti in maniera irregolare.

«Ormai da diversi anni - si legge nella missiva - ci fanno credere che gli affitti turistici delle case o degli appartamenti siano un modo per far fronte alle spese di una seconda abitazione.Da sempre noi albergatori ci impegniamo a far capire che l’ospitalità é una professione che richiede competenza, conoscenza, e che deve rispettare normative precise che sono una garanzia di sicurezza e servizi sia per i nostri ospiti che per l'intera comunità (e mi riferisco alla minaccia del terrorismo internazionale)».

Ma come detto il problema viene da lontano: «Già dal 2011 gli albergatori della Versilia dichiarano che il numero delle camere disponibili nelle strutture non alberghiere si é triplicato. Quindi tutto il territorio ha sostenuto i costi di turisti “invisibili” che sono stati caricati sulle strutture ricettive dichiarate e in regola».

«Se vogliamo stare al passo con i tempi e parlare di professionisti dell’ospitalità dobbiamo rispondere a normative per la sicurezza, accessibilità per i diversamente abili, regole antincendio ed igiene degli ambienti e degli alimenti proposti. I nostri addetti devono avere i diplomi obbligatori per la formazione, i dati dei nostri ospiti comunicati entro 24 ore dall’arrivo alla questura. A fine soggiorno si deve emettere regolare ricevuta e far pagare al cliente la tassa di soggiorno. La promo-commercializzazione sul web dovrebbe essere chiara, le diverse tipologie di struttura essere elencate all'interno della stessa categoria».

«È importante - conclude - che tutte le strutture ricettive siano sottoposte a controlli da parte degli enti preposti e dei sindacati ma questo va esteso a tutti: solo così aiuteremo tutto il nostro comparto turistico a crescere, ad operare in completa trasparenza, a pagare le tasse e a rispettare le regole come una vera industria quale è quella del turismo».

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