Il Tirreno

Versilia

Furto nel negozio all’ora di chiusura in zona mercato a Viareggio

di Matteo Tuccini
Furto nel negozio all’ora di chiusura in zona mercato a Viareggio

Il titolare, Samuele Volpe: sicuramente il ladro aveva puntato la mia attività e la merce che espongo

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VIAREGGIO. Stava spengendo le luci per chiudere il negozio. Questione di trenta secondi, e la borsa non c'era più. La vittima del furto-lampo avvenuto nella serata di sabato 10 al Mercato è Samuele Volpe, noto esponente di una famiglia di storici commercianti viareggini, oggi gestore di un negozio di pelletteria tra via Battisti e via San Martino. «Pensavo che un amico mi avesse fatto uno scherzo - dice il negoziante -. L'ho anche chiamato per brontolarlo. Non mi sembrava possibile che qualcuno avesse approfittato di quel brevissimo momento di distrazione. Ma ho l'impressione che in questa città non ci sia da sorprendersi più di nulla».

«Erano circa le 20, l'orario di chiusura - racconta Volpe - la porta era ancora aperta, ma il negozio non è grande: da lì al punto in cui si trovano i comandi dell'illuminazione è un attimo. È bastato girare le spalle per pochi secondi, e una delle borse che si trovano più vicine alla vetrina era scomparsa». A sconcertare Volpe non è tanto il valore dell'oggetto rubato, per quanto si trattasse di una borsa di pelletteria toscana classica, del prezzo di circa 160 euro.

«Sicuramente il ladro, uno tra quelli che girano nel Mercato, l'aveva già messa nel mirino - afferma il commerciante -. Però si è preso lo stesso un bel rischio. Forse perché non ha nulla da perdere, o forse perché ormai è diventata un'abitudine».

Volpe ha chiesto ai commercianti vicini se avessero visto qualcosa, ma evidentemente il malvivente è riuscito a non farsi notare: «È veramente deprimente vedere questa zona ridotta così male - prosegue Volpe -. Il punto che ho scelto io, nel novembre scorso, per aprire l'attività di rivendita borse e accessori mi pare persino uno dei migliori. Quello che lascia perplessi è come sia possibile chiedere affitti di quasi duemila euro al mese in un posto del genere. Andare avanti è dura, con le difficoltà del commercio, i furti e anche i graffiti: di recente ne hanno fatto uno qui davanti, che ho provveduto a cancellare a mie spese. Da viareggino mi dispiace, ma è questo lo stato delle cose».

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