Il Tirreno

Versilia

Nuova stangata sul Maki Maki: chiuso per ballo non autorizzato

Matteo Tuccini
I sigilli al Maki Maki
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I sigilli al Maki Maki

La polizia fa scattare i sigilli su decisione del giudice: è la seconda volta nel giro di pochi mesi. Gli avvocati del locale: già dimostrata in passato la buona fede dei titolari, fiduciosi di farlo ancora

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VIAREGGIO. Nuova stangata sul Maki Maki. Nella mattina di sabato 10 la polizia ha messo i sigilli al locale, uno dei più conosciuti della Darsena e dell’intera Versilia. È la seconda volta nel giro di pochi mesi: a luglio il pub era stato chiuso dopo una rissa per un addio al celibato.

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Stavolta il Maki Maki finisce nel mirino per «ballo non autorizzato». In pratica, secondo il provvedimento di sequestro firmato dal giudice - ed eseguito dagli agenti del commissariato - il locale si comportava come una discoteca senza averne la licenza. Anche questa non è un’accusa nuova: i gestori sono già stati denunciati in passato per questo motivo. Con tanto di processi aperti. Anche se in almeno due casi il Maki è stato assolto.

Ora scatta una nuova denuncia. Secondo quanto riferisce la polizia, «il decreto di sequestro preventivo è stato emanato dal giudice delle indagini preliminari del tribunale di Lucca per la violazione dell’articolo 80 del Testo di pubblica sicurezza. Violazione che avviene quando un locale, in assenza di autorizzazione, si trasforma in una vera e propria discoteca, così come riscontrato dai poliziotti in più occasioni nel corso dei mesi».

I gestori del Maki Maki, ribadisce la polizia, «hanno spesso pubblicizzato anche sui social network l’organizzazione di serate danzanti». Sempre dal commissariato ricordano che «il locale aveva già subito una chiusura per tredici giorni nel mese di luglio, con la sospensione delle licenze per ragioni di ordine e sicurezza pubblica. Decisione presa dal questore. Più volte, nel corso degli ultimi anni si sono verificati episodi pericolosi per la sicurezza dei cittadini. L’ultimo dei quali lo scorso 3 luglio, quando la volante del commissariato è intervenuta a seguito di un’aggressione subita da alcuni giovani da parte di alcuni dei buttafuori del locale».

Agli avvocati Gabriele Parrini e Cristiano Baroni, che tutelano i titolari del Maki Edoardo Berti ed Emiliano Cerri, non resta che prendere atto del provvedimento. E ribadire quanto affermato più volte. E cioè che «già in passato abbiamo dimostrato la buona fede dei titolari rispetto a questa accusa. Ci sono state due assoluzioni, in primo grado e in appello, che testimoniano quanto detto. Siamo fiduciosi - concludono - di poterlo fare ancora». Resta l’amarezza per un nuovo capitolo della guerra della movida che lascia sul tavolo molti quesiti irrisolti. Uno su tutti, il futuro dei locali della Marina di Levante, area di divertimento che però deve sottostare alle regole del Parco. Da anni si cerca di trovare un punto d’incontro, senza esito. L’ennesimo sequestro sta lì a dimostrarlo.

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