Sicurezza
No dei commercianti al museo Mitoraj al posto del mercato
Il progetto del sindaco non convince chi sta dietro i banchi Ma anche tra i clienti di via Oberdan ci sono perplessità
PIETRASANTA. Il museo Mitoraj al posto del mercato coperto di via Oberdan. Qualcosa di più di un’ipotesi, visto che il sindaco Massimo Mallegni incontrerà il prossimo 20 settembre, a Roma, il ministro Dario Franceschini per discutere di contributi e sostegno del Governo al progetto. Il fatto è che i concessionari dello stesso mercato - con vista privilegiata sul centro cittadino - della chiusura dello spazio sanno ben poco. «Lo abbiamo appreso dai giornali: qualcuno dovrà pure venire a dirci qualcosa al riguardo» è il pensiero che accomuna chi porta in dote concessioni pluriennali. «Ad essere sincero non mi pongo il problema - fa sapere Mauro Domenici, titolare del banco ortofrutta - ufficialmente non sappiamo niente ed il mercato coperto è una delle soluzioni logistiche allo studio, per quanto leggo (l’altra è un’ala della scuola di via S.Agostino, ndr). Detto questo ho, alla pari dei miei colleghi, un contratto di concessione che mi tutela e quindi perché dovrei preoccuparmi? Senza dimenticare che in tutte le città c'è un mercato coperto: se poi decideranno di chiuderlo vorrà dire che lo sposteranno altrove, perché non riesco a vedere Pietrasanta senza il suo mercato. Ad ogni modo se il sindaco vuole dirci qualcosa, noi siamo qui».
Pensiero condiviso dai referenti del supermercato che si affaccia su via Oberdan. «È un progetto di cui sentiamo parlare da tempo, ma a livello ufficiale non sappiamo niente. Pensiamo che prima o poi qualcuno verrà a dirci qualcosa sull’argomento. Noi possiamo dire che la struttura, pur con dei fondi chiusi, funziona visto che il mercato è frequentato ed è di servizio a tanti residenti e persone anziane. Detto questo, se intendono utilizzare questo spazio in altro modo, non ci resterà che ascoltare le loro proposte». Perplessità ribadite dalla Pescheria Giuliani. «Abbiamo investito non pochi soldi per aprire e tirare avanti questa attività che, nonostante la crisi, propone buone riscontri. A dirla tutta, più che a chiuderlo lavorerei per valorizzare al meglio la struttura recuperando i tre fondi oggi chiusi e riaprendo il bar nel piazzale esterno. Mercati come il nostro servono ad una comunità e sono di servizio per molte persone, non solo quelle anziane. Quindi, prima di chiuderlo, ci rifletterei». Lapidario il commento di due clienti in attesa ai banchi. «Il mercato coperto è rimasto uno dei pochi punti di aggregazione e di servizio per noi anziani: non si può solo pensare al turismo e all’arte, ci sono anche le esigenze dei residenti. Che lo facciano altrove questo museo, di spazi vuoti ce ne sono in abbondanza».
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