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Versilia

La città si divide sul maxi-progetto

La città si divide sul maxi-progetto

Mallegni promette 50 milioni di opere, Democratici e Cinquestelle lo attaccano

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PIETRASANTA. Cinquanta milioni di euro per rifare il volto alla città: museo Mitoraj, cittadella dello sport, uffici, negozi, abitazioni, parcheggi. Un mega-progetto, quello della giunta Mallegni, con il coinvolgimento dei privati. Perché senza i soldi dell’imprenditore di turno tutto sarà carta straccia. L’annuncio della maggioranza lascia però in scia polemiche ed ironie. «Mallegni sta pensando di organizzare le Olimpiadi del 2024 a Pietrasanta?» chiede il Movimento 5 Stelle, mentre il Pd, a firma del segretario Antonio Orsucci incalza sul tema. «Nei prossimi anni la città sarà soggetta a onde anomale di milioni di euro e a forti raffiche di investimenti. Per la propria incolumità, i residenti del centro storico saranno invitati a sgomberare». La missiva del capogruppo di maggioranza, Alberto Giovannetti, è anch'essa in tono di sberleffo.«Leggere le riflessioni di Orsucci sulle ipotesi di sviluppo della città nel tentativo di fare dimenticare i cinque anni del tragico Fantozzi dell’amministrazione del Pd, fanno onore allo stesso segretario».

Premesse le battute trasversali, le opposizioni fanno pollice verso al progettone di Mallegni&co. «Ma il privato che investe nel pubblico, cosa riceve in cambio? Alti interessi che pagano i cittadini o nuove proprietà, una privatizzazione in pillole amare. Questa proposta, come la vendita dei parcheggi degli stabilimenti, definisce un grave impoverimento del patrimonio pubblico e quindi va capito bene se queste sono le priorità e se questi investimenti sono un investimento oppure una fregatura, cosa che il project financing quasi sempre si dimostra per i contribuenti», scrivono i pentastellati. «È un dato di fatto – evidenziano dal Pd - che il centro di Pietrasanta sia in sofferenza per motivi che hanno origine fin dai primi anni del 2000 con la dismissione dei laboratori artigianali, la chiusura delle botteghe alimentari, le paventate chiusure del cinema teatro, e oggi le politiche dei parcheggi a pagamento, degli eventi esclusivi, dei passaggi fugaci di Miss Italia, delle galline di Ruffini, completano il quadro di scelte già allora molto discutibili. Pietrasanta non ha bisogno di promesse di vagonate di soldi: serve piuttosto un progetto complessivo, basato sull’interesse comune e sulla valorizzazione della propria identità». (l.b.)

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