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I balneari: troppi clienti schiavi dei cani

I balneari: troppi clienti schiavi dei cani

MARINA DI PIETRASANTA. «Le regole ci sono, ma in molti non le rispettano». Francesco Verona, presidente del Consorzio Balneari di Marina di Pietrasanta, all’indomani dell’episodio che ha visto un...

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MARINA DI PIETRASANTA. «Le regole ci sono, ma in molti non le rispettano». Francesco Verona, presidente del Consorzio Balneari di Marina di Pietrasanta, all’indomani dell’episodio che ha visto un bagnino preso a colpi di borsa dalla padroncina di un cane, non ha dubbi. «Quasi ogni giorno abbiamo a che fare con persone incivili e maleducate che fanno scorrazzare i loro cani ignorando le norme scritte e di buon senso : quanto successo al bagnino Paolo Lenzoni, al quale va tutta la nostra solidarietà, non è un caso limite. Anzi. Durante l’estate concessionari e bagnini si sono ritrovati a discutere con persone che non solo non mettono al cane la museruola, come imposto, ma neanche il guinzaglio: e così accade che i cani, spesso anche di media e grossa taglia, si muovano fra gli ombrelloni, là dove ci sono anche i bambini. Così facendo si corrono rischi sciocchi ed inutili solo per la supponenza e la maleducazione, ripeto, di chi non intende sottostare alle regole. E tralascio - prosegue Verona - gli escrementi degli animali abbandonati su spiaggia senza che i padroni ripuliscano: questo è un dettaglio rispetto al problema più serio. Ma se fai notare, come giustamente messo in evidenza da Lenzoni, che certi comportamenti non sono corretti, ecco minacce e insulti. Sono pochissimi coloro che si attengono al regolamento, perché alla fine il problema non è l'animale, ma l'uomo».

Ad onor del vero non sono molti gli stabilimenti balneari di Marina attrezzati per accogliere i cani.

«Si,è vero - ammette Verona - ma non è questo il problema: la verità è che all'ingresso degli stabilimenti è scritto che i cani possono accedere solo se accompagnati, con la museruola e tenuti al guinzaglio, avendo cura che non sporchino e non siano motivo di danno per alcuno. Qui non è questione di tolleranza, ma di civiltà e di rispetto delle regole». (l.b.)

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