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Con 15.000 euro compri... Renzi e aiuti Amatrice
All’asta dei mascheroni del Carnevale di Viareggio i volti dei politici e tante altre opere d’arte
VIAREGGIO. C’è la testa del diavolo di Luigi e Uberto Bonetti (10mila euro) e quella della bambola di Alessandro Avanzini (5mila). C'è la "bacchettona" di Edoardo Ceragioli (mille euro) e ci sono varie caricature dei politici italiani (500 euro). E poi ci sono pure le stampe, su carta pregiata, dei manifesti ufficiali degli ultimi anni (25 euro l'uno). Un bel patrimonio di 42 pezzi, tra mascheroni e locandine, che la Fondazione Carnevale mette all'asta per una settimana sulla piattaforma Charity Stars: il ricavato andrà a favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto.
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Carro all'asta. In un caso, addirittura, si può quasi parlare di vero e proprio carro che verrà battuto all’asta: quello di Massimo Breschi. Ben nove mascheroni su un totale di 32, infatti, provengono da “52 sfumature di Carnevale”, la costruzione con cui ha gareggiato all'ultimo Carnevale: chi vorrà aiutare la ricostruzione potrà farlo (anche) lasciando un'offerta su alcune parti del gigantesco clown - le mani e le scarpe: ciascun pezzo ha una base d'asta di 500 euro -, sul sole stilizzato (500 euro) o sulle caricature di Alfano, Berlusconi, Renzi e Grillo in versione orchestrali (500 euro l'uno). Nel listino, poi, figurano altri due mascheroni che portano la firma di Breschi: i volti di Bersani e Vendola, non colorati in modo che si possano vedere i fogli della carta di giornale con cui sono stati realizzati (500 euro l'uno).
Pezzi grossi. Serve, invece, una disponibilità economica decisamente maggiore per portarsi a casa i mascheroni più imponenti. Il più costoso è la testa del mostro marino di “Male nostrum”, il carro con cui Simone Politi e Priscilla Borri si sono piazzati ai piedi del podio in prima categoria: la base d'asta è 20mila euro. Ne bastano meno per provare ad assicurarsi il Pierrot di Franco Malfatti o il Renzi-alchimista di Jacopo Allegrucci (15mila), la testa di drago di Carlo Lombardi (5mila euro) e la pantera di Roberto Vannucci (5mila). Disponibili anche quattro particolari del carro di Luciano Tomei - per la caricatura di Vittorio Sgarbi e il profilo di Cristoforo Colombo la base d’asta è 5mila euro, per i due personaggi con lo smartphone si parte invece da 2mila - e il gatto violinista di Malfatti (3mila).
Tra mascherine e mascheroni. Ma non bisogna essere necessariamente nababbi per partecipare all'asta: ci sono anche soluzioni, diciamo, più a buon mercato. Come la mascherina di Malfatti con impresse le immagini in bianco e nero dei carri che hanno fatto la storia del Carnevale (mille euro), il volto di un bambino e la testa della "bacchettona" di Edoardo Ceragioli (mille euro l'uno), i gufi di Allegrucci con le sembianze di Berlusconi, Grillo e Salvini (700 euro ciascuno) e il manichino dechirichiano di Lombardi (300 euro). Merita una citazione il giovane Pierfrancesco Giunti: lo scorso anno debuttò tra le maschere isolate con "Uccellacci e uccellini", tutta incentrata su una miniatura della cupola di San Pietro che oggi viene messa all'asta per 500 euro. Un'indubbia soddisfazione, unita alla consapevolezza di far felice qualche collezionista e, soprattutto, di aiutare chi ha perso tutto in pochi minuti.
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