Il Tirreno

Versilia

Tallio al Pollino, Gaia ammette «Nostro errore? Può essere»

di Luca Basile
Tallio al Pollino, Gaia ammette «Nostro errore? Può essere»

Il dirigente spiega la complessa procedura tecnica che avrebbe causato lo sconfinamento del metallo Intanto lo studio dell’Agenzia regionale di sanità esclude collegamenti con possibili danni alla salute

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PIETRASANTA. Il tallio nella zona del Pollino? Probabilmente la conseguenza di una procedura tecnica poco riuscita - se così vogliamo definirla - da parte di Gaia. A sostenerlo non è l’associazione o il comitato di turno. Ma Francesco Di Martino, che della società che gestisce il servizio-acqua nel comprensorio, è uno dei dirigenti più in vista.

«Prima dell’11 maggio 2015, dai nostri controlli - ha detto Di Martino in replica ad una domanda di un cittadino durante un incontro pubblico - era emerso che il Pollino era esente da tallio. Sempre nel maggio del 2015, dopo la chiusura della sorgente Molini di S. Anna a Valdicastello, ed accertato il rischio di ritrovarci con una carenza di acqua durante l’estate nel centro storico di Pietrasanta, era stata predisposta una captazione della fornitura idrica in via del Castagno (zona Pollino, Traversagna) appunto per garantire il centro città. Probabilmente questa captazione è stata la causa di una movimentazione di sedimenti, già presenti nelle tubazioni del Pollino, che hanno poi innescato la presenza del tallio nell’acqua della frazione. Non lo definirei, però, un errore visto che, come in altri casi, la procedura adottata era stata ritenuta la più idonea per garantire la giusta fornitura idrica alle famiglie che vivono nel centro storico durante l'estate». Ma evidentemente qualcosa non ha funzionato nel “gioco delle pressioni” che sono venute a contatto nella rete idrica, con il Pollino che si è così ritrovato, nel rubinetto, di casa, l'acqua contaminata dal tallio. «Vorrei ricordare - aggiunge Di Martino - che sempre nella zona del Pollino la movimentazione di questi sedimenti presenti nelle tubature, è comunque sempre stata sotto controllo. Ricordo che i campionamenti eseguiti risultano essere tutti nei limiti». Già, ma sempre nella frazione del Pollino diverse centinaia di famiglie, proprio a causa del tallio, non hanno potuto utilizzare per mesi l’acqua di casa a fini potabili ed alimentari.

Nel frattempo giovedì scorso, in un S. Agostino semi-deserto - «colpa del Comune che ha fissato l’appuntamento in un orario, le 10,30 del mattino» hanno evidenziato le associazioni - è stato presentato lo studio epidemiologico a firma dell’Agenzia Regionale di sanità. I risultati? Nessuna correlazione, in sintesi, fra incidenza di mortalità ed esposizione al tallio. Con un inciso per certi versi sorprendente: nelle zone dove il tallio abbonda - Pollino, Valdicastello e centro cittadino - si muore meno rispetto ad altre zone del Comune. Fermo restando che gli indici di mortalità in Versilia, e a Pietrasanta, erano e restano i più alti per cause da definire di tutta la Toscana. Conclusioni che se da un lato rassicurano, dall’altro non fugano tutti i dubbi. «Allora possiamo dire alla nostra gente - ha chiesto ad esempio Luigi Pelliccioni, presidente del Comitato Valdicastello - di bere l’acqua contaminata dal tallio senza problemi?». Senza dimenticare che Luca Lucentini, del'Istituto Superiore di Sanità, ha ribadito la necessità di proseguire «con monitoraggi e lavaggi delle tubazioni». Sta di fatto che l’Agenzia regionale ha rielaborato la cartella clinica degli ultimi 15 anni di 33708 residenti – 6800 abitanti nelle zone a rischio. «Per quanto riguarda decessi, ricoveri ospedalieri e parti abbiamo messo a confronto le zone colpite dal tallio con il resto del territorio - sono state le parole di Daniela Nuvolone dell’Ars - ed i valori sono allineati, per quanto riguarda la mortalità, se non addirittura più bassi». Con due eccezioni: è stato riscontrato un incremento di rischio nel tumore alla vescica e nel linfoma di non Hodgkin, anche se parliamo di pochi casi. Per quanto riguarda le nascite nelle zone esposte al tallio sono stati rilevati 30 casi di bambini nati con basso peso: per intendersi il 7.8 % contro il 6.1% delle altre zone e per quanto riguarda le nascite premature il rapporto è 5.7% contro i 4.7% delle aree non esposte». Ma escludendo il Pollino, per le conseguenze dell’inceneritore, le percentuali si abbassano. In poche parole nessuna correlazione dimostrabile fra il tallio e la salute delle persone.

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