Sicurezza
Staffetta tra i due mari per i bimbi col diabete
VIAREGGIO. Da Lido di Pomposa, sulla Adriatico, alla piazza Mazzini di Viareggio per sensibilizzare l’Italia ad una malattia che ancora troppe vittime fa tra i più piccoli: il diabete mellito di tipo...
VIAREGGIO. Da Lido di Pomposa, sulla Adriatico, alla piazza Mazzini di Viareggio per sensibilizzare l’Italia ad una malattia che ancora troppe vittime fa tra i più piccoli: il diabete mellito di tipo 1. È l’iniziativa “Coast to Coast...a life style” promosso dall’associazione “We love insulina”. Partenza il 24 settembre ed arrivo a Viareggio il 25, in piazza Mazzini, dove sarà distribuito materiale informativo sulla patologia e distribuito uno stick «per la verifica della propria salute», come ha spiegato ieri mattina l’avvocato Massimiliano Paolicchi, presidente dell’Associazione diabete Versilia, coinvolta nella manifestazione così come l’Associazione giovani diabetici Lucca, rappresentata dal presidente Andrea Pardini. Cuore dell’iniziativa l’ospedale Meyer di Firenze, con l’inarrestabile dottoressa Sonia Toni, responsabile dell’unità di diabetologia pediatrica di quella che è un’eccellenza in Toscana, riferimento per tutta Italia. «Il diabete mellito di tipo 1 - spiega il medico - è la malattia cronica più frequente nell’età pediatrica. In Toscana colpisce cento bambini ogni anno». Alcuni dei quali «arrivano alla diagnosi in condizione di chetoacidosi». La malattia «non è prevenibile, ma è possibile prevenire una diagnosi in condizioni di gravità».
Non è accaduto, purtroppo, a Plinio Ortolani, il cui padre Iacopo ha scritto il libro “La Forza che ho dentro” e che oggi vede tutta la famiglia Ortolani stretta intorno al figlio uscito vivo - grazie al ricovero al Meyer in condizioni disperate quando aveva solo 18 mesi - da un episodio di malasanità contro il quale la famiglia sta ancora combattendo mentre è in prima linea con l’associazione “We love insulina”. «Il messaggio che portiamo con la staffetta “Coast to Coast” è “Mai più a nessuno”, spiega papà Ortolani: «È la promessa che abbiamo fatto a tutti i bambini. Che hanno diritto alla certezza della diagnosi». Perché «riconoscere i sintomi dell’esordio della malattia è fondamentale», aggiunte Graziano Belardinelli, consigliere ed atleta di “We love insulina”, staffettista nella manifestazione di fine settembre, impegnato a ribadire, con la propria testimonianza, «che i bambini con il diabete non devono vivere in una campana di vetro».
In Versilia sono in cura sessanta bambini con questa patologia, sottolinea la dottoressa Valentina Mocese che all’annuncio della manifestazione unisce un altro annuncio: «La convenzione con il Mayer per la Versilia è in scadenza ma la Asl ha l’intenzione di continuare nella collaborazione». Una dichiarazione che la senatrice del Pd, Manuela Granaiola - da tempo impegnata nella legislazione a favore dei malati di diabete - ha accolto «sottolineandone l’importanza per tutte le famiglie che vivono questa situazione in una regione che deve confermare e rafforzare le proprie eccellenze sul fronte sanità».
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