Sicurezza
Per “I Care” collaborazioni previa verifica delle offerte
La delibera del consiglio di amministrazione dopo il nullaosta del Comune Andranno dimostrate economicità e convenienza delle offerte considerate
VIAREGGIO. Il consiglio di amministrazione della società “I Care” ha comunicato ai presenti nella riunione di giovedì 8 settembre «che l’attività inerente al servizio di gestione e riscossione tributi del Comune di Viareggio non si è mai interrotta dal momento dell’affidamento ad oggi. E, quindi, il responsabile dei tributi ha svolto e sta svolgendo il proprio compito nel rispetto delle prescrizioni contrattuali». Ne dà notizia l’azienda, con una nota a firma del presidente di “I Care”, Moreno Pagnini, nella quale si legge che «il socio unico ha preso atto», nel senso del Comune che ha così “certificato” il lavoro fin qui svolto dalla società nata da Asp e dalle ceneri della fallita Patrimonio.
Ma la riunione del consiglio di amministrazione - alla presenza del sub commissario Angelo Del Punta - ha visto un altro passaggio fondamentale, quello relativo alle scelte in materia di affidamento del servizio di riscossione dei tributi pregressi, della riscossione coattiva dunque e della formazione del personale.
Il Cda di “I Care” ha infatti deliberato che «ai fini della possibilità di poter espletare più efficacemente le attività di accertamento dei tributi locali nonché la fase formativa e di supporto professionale e organizzativo» si procederà con «l’attivazione di forme di collaborazione con soggetti esterni, purché attivati nel rispetto delle procedure previste per legge e con la dimostrazione dell’economicità e convenienza del servizio affidato». Come da nullaosta ricevuto dal socio unico, ovvero il Comune nella gestione commissariale. Una soluzione che è l’esito della riunione tenuta, il giorno prima del cda, alla presenza della squadra del commissario prefettizio Fabrizio Stelo, dei rappresentanti di “I Care”, dei revisori dei conti del Comune, del curatore fallimentare della Viareggio Patrimonio.
D’altra parte era stato lo stesso ministero dell’interno, con il decreto di inizio anno e le prescrizioni date al Comune di Viareggio ad indicare la necessità che sia Ente pubblico che sue partecipate procedessero con il «garantire che l'erogazione dei servizi pubblici esternalizzati si svolga nello scrupoloso rispetto della normativa di settore e comunque sulla base di un'adeguata comparazione e verifica delle condizioni di efficienza di economicità, ed i qualità del servizio». Anche in adesione alla normativa della Comunità europea. Concetto che era stato ripreso nella sua interezza dai revisori dei Conti del Comune già nel maggio scorso.
Donatella Francesconi
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