La manifestazione
Incontro Stelo-Del Ghingaro
Il Consiglio di Stato decide il 20 ottobre. Commissario al lavoro sui beni da vendere
VIAREGGIO. L’appuntamento era stato fissato per ieri, qualsiasi sarebbe stata la decisione del Consiglio di Stato. Per restituire le chiavi del Comune se così i giudici avessero indicato. Oppure - ed è stato questo il caso - per un confronto sulla città, oggi che alcuni nodi economici si vanno sciogliendo (adesione alla procedura semplificata per il dissesto, definizione del percorso della nuova “I Care”, fallimento della Patrimonio). Questo hanno fatto ieri mattina il commissario prefettizio, Fabrizio Stelo e l’ex sindaco Giorgio Del Ghingaro: il primo confermato alla guida della città, il secondo in attesa della sentenza sul merito, dopo i ricorsi presentati da alcuni consiglieri comunali contro la sentenza del Tar Toscana che ha annullato le elezioni amministrative 2015.
Una decisione, quella del Consiglio di Stato, che fissa una prima certezza: la città non sta vivendo quello stato di emergenza descritto nei ricorsi e nell’atto “ad adiuvandum” presentato dalla Regione Toscana. Una decisione va presa senza perdere tempo, e da qui il rinvio al 20 ottobre. Ma vada pure avanti il lavoro del commissario Stelo e della sua squadra (Angelo Del Punta e Patrizia Vicari) che ha - tra le altre incombenze - anche il compito di lavorare alla definizione di quegli otto milioni e mezzi di beni pubblici che il Comune di Viareggio deve vendere per completare la cifra del dissesto. Scelte importanti che arriveranno a compimento con lo stile fino ad ora dimostrato da Fabrizio Stelo: maniche rimboccate e zero polemiche.
Quando uno degli avvocati ricorrenti ha tentato di toccare il tasto emergenza della città di fronte ai giudici del Consiglio di Stato, gli stessi hanno tagliato corto, in un’udienza che è durata una manciata di minuti.
C’è anche una seconda certezza dettata da quanto deciso dai giudici romani: non ci sarà ulteriore istruttoria, da qui al 20 ottobre. Ovvero, non c’è altro posto dove cercare le 675 schede mancanti, il cui mancato ritrovamento nelle buste indicate dal Tar alla Prefettura di Lucca ha dettato la decisione dell’annullamento della tornata elettorale. Una richiesta, quella di un’ulteriore ricerca, posta dai ricorsi dei sostenitori dell’amministrazione Del Ghingaro. Che a Roma hanno schierato una squadra di avvocati tra i più noti a livello nazionale. Così che quando il presidente della sezione ha chiesto ai legali di dividersi a seconda degli schieramenti, da una parte (ex amministrazione) erano in otto e dall’altra (Massimiliano Baldini, ricorrente al Tar) c’era l’avvocato viareggio Carlo Andrea Gemignani. Del quale Baldini scrive: «Voglio ringraziare ancora una volta Gemignani che, anche in questo procedimento di fronte al Consiglio di Stato e di fronte a colleghi illustrissimi, professori di diritto amministrativo di mezza Italia, tutti presenti in udienza, ha dimostrato di essere un gigante».
Il riferimento politico non manca nelle parole di Baldini (che alle elezioni 2015 era il candidato di Movimento dei cittadini, Lega Nord, Fratelli d’Italia, lista civica “Per Torre del Lago” e Pli) che si dice soddisfatto dell’esito dell’udienza: «Vista anche la brutta vicenda che ha recentemente coinvolto l'assessore Pesci - politicamente scelto, nominato e portato a Viareggio da Giorgio Del Ghingaro - e la poca chiarezza che è emersa sulla società "I Care" e sul rapporto con Anci Innovazione, è davvero opportuno che questa fase sia gestita dal commissario prefettizio».
Giorgio Del Ghingaro, anche lui dichiarando «siamo soddisfatti» rispetto dall’esito dell’udienza, ricorda: «Viareggio ha bisogno di un sindaco». Un’esigenza che - è l’opinione di Del Ghingaro - il Consiglio di Stato ha fatto propria con la proposta di rinuncia alla sospensiva e l’udienza nel merito fissata a breve, una volta incassato il consenso delle parti in aula. Le quali avrebbero potuto opporsi alla proposta, ma in questo caso così non è stato: «Sono state le parti a scegliere di non discutere la sospensiva e non presentare memorie», scrive l’ex primo cittadino che tocca anche lui l’aspetto più politico della vicenda. «L'attuale situazione di stallo - continua Del Ghingaro - può forse far comodo a qualcuno. Per prendere tempo, per tessere alleanze, per prolungare ad oltranza una campagna elettorale che ormai è quasi accanimento terapeutico. Ma danneggia la città».
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