Sicurezza
I genitori si separano e lui scappa da casa Ritrovato nella notte
Paura per un dodicenne fuggito dopo una lite in famiglia Lo psicologo: per i figli è come affrontare un vero lutto
VIAREGGIO. Si sono mobilitati tutti, polizia di Stato, carabinieri, polizia municipale, Polfer, ed anche la compagnia telefonica alla quale il commissariato ha richiesto l’immediato posizionamento del telefono cellulare. Perché lui ha solo dodici anni, ha discusso con papà, e ha deciso di avventurarsi nel mondo, da solo. Nella notte. Nel mezzo, come capita, la decisione di una separazione non sempre immediatamente digeribile dai componenti più piccoli del nucleo familiare. Così ci ha pensato lui a rimetterli insieme, con un gesto che non ha potuto che rimetterlo al centro della vicenda. Con gli adulti, padre e madre (arrivata di corsa da Livorno) in prima fila, impegnati nella ricerca.
L’allarme è scattato intorno alle 22,30, lanciato dal padre che aveva assistito al gesto del ragazzino, non riusciva più a trovarlo nè a contattarlo perché il figlio aveva spento il cellulare. Immediata la richiesta della polizia di Stato al gestore telefonico di fornire il posizionamento, e da lì in poi la corsa a rintracciare il dodicenne prima che la notte, con tutti i suoi pericoli, se lo inghiottisse. A ritrovarlo, quando ormai erano passate le due di notte, sono stati i carabinieri che lo hanno riconsegnato alla famiglia dopo aver mediato - e qui i complimenti ai militari sono più che dovuti - con il ragazzo deciso a difendere la propria presa di distanza dalla situazione familiare.
«L’età delle scuole medie inferiori - spiega Emanuele Palagi, psicologo viareggino, autore del libro “I segnali del disagio, guida per adulti ai problemi dei ragazzi” - è quella in cui il modello di relazione a disposizione è ancora quello dato dalla famiglia. Non si è ancora sviluppata la competenza di un altro modello. E la reazione alla separazione dei genitori attraversa le stesse fasi del lutto vero e proprio. Le separazioni a “costo zero” per i figli non esistono. Questo non significa assolutamente che si debba rimanere insieme a tutti i costi. Ma che c’è un rischio di ferire i ragazzi e per questo è particolarmente importante che i genitori si dimostrino uniti nei loro confronti». Perché una separazione tra genitori, «se gestita male te la porti dietro tutta la vita».
A dodici anni, nonostante la precocità imposta dai tempi che viviamo, è un’età di mezzo: il gruppo sta ancora largo e la famiglia comincia a farsi stretta. E non basta sapere che anche gli amici o i compagni di scuola hanno genitori separati e famiglie più o meno allargate: «Anche se nella testa il tema c’è - spiega Palagi - quello che accade agli altri è ancora un concetto esterno da te che stai vivendo la tua situazione in quel momento. In un’età come l’adolescenza, inoltre, nella quale tutte le reazioni sono amplificate».
Principi base, non riferiti al caso specifico i cui particolare - come giusto - non sono noti. Ma che possono far riflettere molti adulti su cosa stanno vivendo i propri figli.
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