Da Pietrasanta a Singapore per studiare i tumori
Luca Pignata ha ottenuto un contratto all’università «Ho trovato questo lavoro tramite un social network»
PIETRASANTA. Da Pietrasanta a Singapore per inseguire il sogno di scoprire l’origine dei tumori: Luca Pignata, classe 1988, è un giovane laureato, pietrasantino, che dopo avere conseguito la laurea specialistica in biologia molecolare e cellulare a Pisa, ha lavorato un anno come borsista al Cnr di Pisa con il progetto Giovani Sì della Regione Toscana. Poi, finalmente, la grande occasione che vale una vita, ovvero quella di entrare all’Institute of Molecular and Cell Biology di Singapore nello staff di un altro “cervello in fuga” dall’Italia, il professor Ernesto Guccione che fa ricerca in A*Star, un’agenzia governativa della città Stato di Singapore che si occupa di ricerca ad alto livello, sia biomedica che ingegneristica.
Luca è iscritto alla Scuola di dottorato a Yong Loo Lin School of Medicine che fa parte di Nus, National University of Singapore, che per il secondo anno consecutivo si è confermata la dodicesima università al mondo. Dapprima è arrivata la proposta per una borsa di studio di sei mesi per conoscerlo meglio e in seguito un contratto per i prossimi quattro anni a Singapore.
Come è arrivata la proposta di andare a Singapore?
«Un po’ per caso e un po’ per scelta: sono laureato in biologia molecolare e cellulare all’università di Pisa e da sempre sono affascinato dal mondo della ricerca. Cercavo una svolta nella mia carriera e dopo un anno al Cnr di Pisa, ho capito che se volevo fare un salto di qualità nella mia carriera, dovevo fare un’esperienza all'estero. Ho mandato curriculum e fatto domande in tutta Europa, fino a che non mi sono imbattuto in un post su un social network su un sito di ricercatori che parlava di Singapore. Ho mandato qualche mail ad alcuni professori e sono stato contattato subito per un colloquio via skype da un professore italiano, Ernesto Guccione. Dopo pochi minuti di colloquio avevo la proposta che cercavo per dare una svolta».
Di cosa ti occupi?
«Il centro in cui mi trovo fa parte di un’agenzia governativa che si occupa di ricerca ad alto livello, sia biomedica che ingegneristica. Il mio gruppo si occupa di epigenetica, ovvero di quella branca della biologia che studia tutte le modificazioni ereditabili che variano l'espressione genica pur non alterando la sequenza del dna. Queste modificazioni hanno un ruolo importantissimo sia a livello di differenziamento che nella formazione di tumori. In parole semplici ci occupiamo di come si generano i tumori e come curarli».
Che idea ti sei fatto di Singapore?
«Singapore punta molto sulla ricerca, perché ha capito fin da subito che investendo sulla ricerca è possibile progredire e migliorare la qualità della vita. Qui ho la possibilità di poter fare un lavoro che mi piace, in un ambiente favorevole sia a livello economico che tecnologico, che il mio professore definisce un parco giochi scientifico. Il gruppo di ricerca a cui appartengo è formato da persone molto preparate dal punto di vista scientifico, da cui posso imparare davvero tanto. Da quando mi sono ritrovato qui, ho subito percepito un qualcosa di diverso, quella sensazione di poter fare qualcosa, di poter costruire il mio futuro su una delle mille strade che la vita ha da offrirmi. Una sensazione meravigliosa che io e miei colleghi in Italia non sentivamo più».
Cosa ti piace di più di Singapore?
«Uno dei più maggiori vantaggi di vivere a Singapore, è quello di poter viaggiare per tutto il sud est asiatico con due soldi e con pochissime ore di aereo. Tra le città asiatiche è la più occidentalizzata, molto internazionale, pulitissima e molto tranquilla. Il cibo non è male ed è economico. Per altri aspetti il costo della vita è molto alto, soprattutto per quanto riguarda la ricerca di una casa e il bere. I singaporesi sono un po' chiusi e all’inizio non è semplice fare amicizia. però la quantità di gente da tutto il mondo è talmente alta che questo problema non è insormontabile».
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