Il dolore
Una piazza intitolata a Mamma Viola
L’omaggio del Comune di Molazzana alla donna di Cardoso che aiutò i partigiani
STAZZEMA. Da tutti è conosciuta come Mamma Viola, perché oltre ad aver dato alla luce otto figli, ebbe il coraggio di accudire e dare ristoro a 19 partigiani, i ragazzi del “Gruppo Valanga”, in uno dei momenti più terribile della seconda guerra mondiale. Oggi Viola Bertoni Mori – medaglia d’oro al merito civile - è sepolta nel cimitero di Cardoso (insieme al marito), ma nonostante si sia spenta nel ’69 la sua storia rimane indimenticata: è tra i più affascinanti episodi di coraggio e solidarietà legati alla Resistenza sulle Apuane; si consumò al Passo del Piglionico, ai piedi del Pania nel versante Garfagnino. A distanza di tanti anni, il sindaco di Molazzana ha voluto dedicare a Viola Bertoni la piazzetta davanti al monumento dedicato ai partigiani del “Gruppo Valanga”, al Passo del Piglionico. Alla cerimonia erano presenti i familiari stazzemesi discendenti di Viola Bertoni, a cominciare da una delle sei figlie, l’anziana Alda Mori. Era presente alla cerimonia anche il sindaco di Stazzema Maurizio Verona.
L’iniziativa è stata l’occasione per ricordare questa vicenda, alla fine della quale i 19 partigiani persero la vita sopraffatti dei tedeschi il 29 agosto 1944. Fino a quel momento, dal mese di giugno, il “Gruppo Valanga” era rimasto nascosto in casa di Mamma Viola. «Nessuno si aspettava una guerra così – dice Alda Mori - mia madre abitava con una figlia, la più grande, e i tre nipoti, e quando arrivarono questi ragazzi non esitò ad alloggiarli in casa sua: era forte e decisa».
Al comando dei 19 c’era Leandro Puccetti: rimase ferito nello scontro a fuoco del 29 agosto, e morì il 3 settembre nell’ospedale di Garfagnana; più avanti gli fu assegnata la medaglia d’oro al valor militare. Un po’ come successe a Sant’Anna di Stazzema, i nazisti sorpresero tutti - in questo caso i partigiani – salendo al Passo di Sant’Antonio passando da 4 vie di accesso: da Piglionico, dalle Mura del Turco, da Castelnuovo e da Col di Favilla. Mamma Viola e la sua famiglia sopravvissero all’assalto rifugiandosi in una grotta.
La Mamma dell’Alpe, così è anche ricordata, trascorse gli ultimi sui dieci anni di vita a Cardoso, dove ancora vivono due sue figlie, e le rispettive famiglie. In vita rifiutò anche la Medaglia d’Oro che poi gli fu assegnata dopo la morte, che avvenne il 3 febbraio ’69 a seguito di una lunga malattia.(t.b.g.)
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