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VIAREGGIO. Tutti intorno al tavolo di “I Care”, oggi, nella riunione che vedrà insieme la squadra del commissario prefettizio Fabrizio Stelo (si occupa dei conti il sub commissario Angelo Del Punta),...
VIAREGGIO. Tutti intorno al tavolo di “I Care”, oggi, nella riunione che vedrà insieme la squadra del commissario prefettizio Fabrizio Stelo (si occupa dei conti il sub commissario Angelo Del Punta), quella del presidente della neonata società, Pagnini, i revisori dei conti del Comune (presidente Limberti, con i colleghi Pucci e Suriano), l’Organismo straordinario di liquidazione (Cervelli e Savini), il curatore della Viareggio Patrimonio, Bellomo. Riunione anticipata, rispetto alla data fissata del 14 settembre, anche in virtù del fatto che Pagnini ha convocato per domani il consiglio di amministrazione della stessa “I Care”. Società che si trova a dover affrontare il nodo posto nel dopo amministrazione Del Ghingaro che la nascita di “I Care” ha voluto, ha portato all’approvazione del consiglio comunale, sulle ceneri della fallita Viareggio Patrimonio e con lo scopo di traghettare i dipendenti del settore tributi della Patrimonio alla nuova “I Care”.
Riscuotere i tributi correnti, recuperare il pregresso, formare il personale, aggiornare la strumentazione a disposizione: in sintesi questo è il progetto disegnato per la nuova società. Con un rapporto contrattuale tra “I Care” e “Anci Innovazione”, società scelta dall’amministrazione Del Ghingaro per il recupero del pregresso e la formazione del personale. Un rapporto diretto, da 900.000 euro in tre anni. Anci Innovazione - così l’ex sindaco - «è una società in house che fa parte di Anci Toscana, associazione di Comuni cui è iscritto anche il Comune di Viareggio, che dal gennaio 2015 era stata incaricata da Anci Toscana a gestire la parte operativa del progetto Tosca - Catasto e fiscalità in Toscana - che ha consentito alla Regione Toscana di garantire la diffusione, negli enti locali dell'intero territorio regionale, degli strumenti informatici per il contrasto all'evasione fiscale, ampliandone gradatamente funzioni e contenuti». Incarico diretto che nasce da questa considerazione e dalla valutazione di congruità dell’offerta patta da “I Care”.
Quando, però, la questione del contratto da firmare è finita all’attenzione dell’amministrazione del commissario Stelo c’è stato uno stop. Dovuto alla necessità di valutare fino in fondo se fosse o meno necessaria almeno una comparazione tra diverse offerte, se non una vera e propria gara. Esigenza posta già a maggio, quando “I Care” andava nascendo, dai revisori dei Conti del Comune che scrivevano: «La rappresentazione della convenienza ed economicità non risulta direttamente dimostrata, dal momento che manca una qualsivoglia rappresentazione delle condizioni che attualmente sono praticate da società in house da tempo presenti sul mercato, con alle spalle le esperienze e le conoscenze consolidate per gestire il delicato settore dei tributi comunali».
Giunta del commissario ed Organismo straordinario di liquidazione (competenti per tutti gli introiti fino al 2014) hanno voluto esaminare l’intera vicenda alla luce da una parte della scelta iniziale dell’amministrazione, e dall’altra della questione evidenza pubblica e comparazione. Con la volontà - viene espressamente detto in Municipio - «di trovare una soluzione che soddisfi sia le esigenze formali (legittimità: le carte devono essere a posto), sia quelle sostanziali, ovvero la riscossione». Un’esigenza forte che tutti i soggetti coinvolti nell’incontro di oggi hanno ben presente.
Il nodo da sciogliere, insomma, è quello delle modalità di affidamento del servizio di recupero del pregresso e di formazione dei dipendenti che il Piano finanziario di “I Care” ha previsto per Anci Innovazione. Nodo vitale per l’equilibrio dei bilanci del Comune come sottolineano tutte le parti in causa, da Giorgio Del Ghingaro ai revisori dei conti, al commissario prefettizio. Ma che non mette a repentaglio la vita di “I Care” ed il futuro dei suoi dipendenti.
La società - viene spiegato con i numeri alla mano - ha una stima di 32.000.000 di euro di incasso da Imu e Tsi per il 2016. L’aggio del 5% (1.600.000 euro circa) copre le spese per il personale.
La percentuale dell’8% che la società prevede di incassare come da Piano finanziario nel rapporto con Anci Innovazione (alla quale va un 20% che diventa 12% perché l’8% va al Comune e da lì torna ad I Care) è calcolata sul recupero del pregresso per 7,5 milioni. Un in più, insomma, indispensabile per migliorare/aggiornare il lavoro di “I Care” i cui conti, insomma, sono in economia.
Resta, sicuramente, il gran lavoro che qualcuno deve iniziare a fare, ma sul quale può procedere la stessa società con i dipendenti che ben conoscono la materia avendola gestita fino a giugno per la Patrimonio. C’è un arretrato cartaceo di 21.000 atti che vanno esaminati prima di richiederne il pagamento. A causa di tutti i problemi che la società aveva - e che il curatore Donato Bellomo ha più volte illustrato nelle riunioni della commissione di controllo della Viareggio Patrimonio - ci sono errori, doppioni, incongruenze che vanno corrette/eliminate prima di bussare alla porta dei cittadini.
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