Il Tirreno

Versilia

Il Royal investe soldi e punta sui congressi

di Matteo Tuccini
Il Royal investe soldi e punta sui congressi

L’idea dell’hotel è di colmare il vuoto lasciato dal Principino

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VIAREGGIO. Il Grand Hotel Royal investe nella vituperata “bassa stagione”. E punta a diventare la sede prediletta dei congressi a Viareggio. L’albergo della catena Best Western, storico gioiello liberty della Passeggiata amato dal turismo internazionale (soprattutto britannico), vuole colmare il vuoto lasciato dal Principino. Oggi fermo al palo dopo il fallimento della società Viareggio Versilia congressi.

L’idea dell’hotel è di riempire già da ottobre il salone delle feste, che secondo quanto spiegano dal Royal «può ospitare 300 persone. Da impegnare in convegni e appuntamenti di vario genere. Dopo la chiusura invernale - si afferma - l’attività convegnistica riprenderà a marzo, per proseguire fino a metà maggio». Con l’estate si torna al turismo classico, perché la clientela del Royal non può convivere con questo tipo di ospitalità. Senza contare che il salone delle feste viene impiegato, appunto, per feste e celebrazioni.

Il turismo congressuale, insomma, è vivo e lotta insieme a noi. Nonostante segnali poco incoraggianti in Versilia. A Viareggio il centro congressi del Principino non ha mai portato risultati straordinari, così come l’idea di costruire una struttura a metà tra Marina di Pietrasanta e Forte dei Marmi - sponsorizzata dai sindaci Massimo Mallegni e Umberto Buratti - non è decollata. A questo aggiungiamo che il gigantesco Palacongressi di Rimini, il più grande d’Italia, pare aver avuto diversi problemi a far quadrare i conti. Eppure la strada è tutt’altro che trascurabile, soprattutto in una città come Viareggio che offre pochi spazi pubblici al coperto. E se una struttura importante come il Royal decide di investirci è una cosa che fa riflettere.

Va detto che, negli ultimi anni, il Royal aveva già ospitato alcuni convegni. Ma in maniera saltuaria e con una convinzione che non era quella di adesso. Ora la strategia è chiara, e si avvale di risorse e pubblicità. Segnale evidente che si crede nel nuovo progetto portato avanti dal direttore generale Marino Patruno.

L’ambizione, insomma, c’è. E chissà che non riporti il Royal al centro della vita culturale e mondana, non solo di Viareggio. Impossibile dimenticare gli anni d’oro in cui l’hotel che guarda il mare era punto di riferimento calcistico: vi si svolgeva, infatti, il calciomercato di serie C. Il periodo era quello tra gli anni Sessanta e i Settanta, dove furoreggiava il mitico Cagliari di Gigi Riva, la squadra in cui giocavano anche il grande portiere Ricky Albertosi e il brasiliano Nené, recentemente scomparso. I rossoblù andavano in ritiro proprio al Royal e pare che i tifosi - anche non strettamente sardi - si appostassero per vedere i campioni del tecnico-filosofo Manlio Scopigno. Al Royal c’era il premio Viareggio, con serate memorabili. E c’è stata la tv, con le dirette sul Carnevale firmate da Gianni Boncompagni per “Domenica In”. Con star e starlette dell’epoca, tra cui raccontano una sensazionale Edwige Fenech. Erano i favolosi - per chi li ha vissuti - anni Ottanta, Viareggio era ancora al centro del Paese: sembra un secolo fa. Ma la voglia di credere ancora nella città c’è.

@matteotuccini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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