La protesta
Faccia a faccia con la ladra al bagno Pardini
Lido di Camaiore: due furti in pochi giorni nello stabilimento balneare dell’imprenditore e politico. Che lancia l’Sos a colleghi e sindaco: «Spiaggia insicura, servono contromisure»
LIDO DI CAMAIORE. «Ho preso una valanga di contromisure contro i furti. Telecamere comprese. Eppure non riesco a difendermi». L’ex presidente del consiglio comunale Pierfrancesco Pardini, oggi consigliere di opposizione, è sconfortato: il suo bagno Pardini, tra i più rinomati della costa lidese, è finito nel mirino dei ladri per la seconda volta in pochi giorni.
Il primo colpo era avvenuto poche ore prima di Ferragosto, con tre ragazzi protagonisti. Stavolta Pardini ha sorpreso i ladri: era appena tornato da una riunione politica quando ha visto del movimento all’interno dello stabilimento. Ha acceso le luci, ma i due malviventi - che avevano anche un cane con loro - sono riusciti a fuggire. Il proprietario del bagno è riuscito a vedere una donna in faccia; il complice aveva il volto travisato.
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Anche in questo caso i malviventi hanno portato via delle bottiglie di pregio, per la precisione otto, rompendo la seconda vetrina all’interno del ristorante. Per un danno intorno al migliaio di euro. «Avevo appena finito di aggiustare la prima», dice Pardini.
Il furto è avvenuto nella tarda sera di lunedì 5. In quel momento c’è una riunione dei partiti di opposizione in vista del consiglio comunale. Poco dopo la mezzanotte Pardini si congeda dal vertice e torna allo stabilimento. E si accorge che qualcosa non va. Accende le luci e vede che ci sono degli intrusi, che però riescono a fuggire. Sono in... tre: un uomo, una donna e un cane. L’uomo, che evidentemente sa dell’impianto di videosorveglianza, ha il volto coperto; la donna no. Ed è proprio il suo viso che Pardini riesce a intravedere.
Il furto viene denunciato praticamente in tempo reale sul gruppo Whatsapp messo su dai balneari. Col gruppo sono collegate anche le forze dell’ordine, che inviano sul posto il personale di servizio. Il bottino è inferiore al furto di Ferragosto, quando i tre ragazzi portarono via venticinque bottiglie di pregio tra vini e champagne. Tra l’altro scolandosene alcune in zona.
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«Stavolta ne hanno portate via non più di otto. In più c’è il danno della vetrina forzata, pare con un coltello o un cacciavite. La prima impressione è che si tratti di ladri improvvisati, visto anche come hanno agito e il rischio che hanno corso. Resta il fatto che qui siamo esposti, e che la spiaggia è insicura. Nonostante facciamo di tutto per proteggerci, con sistemi di videosorveglianza e con guardie giurate. Senza dimenticare il lavoro delle forze dell’ordine». Per questo Pardini lancia un Sos ai colleghi e all’amministrazione comunale. «Non c’è alcun intento polemico nelle mie parole - dice - Mi piacerebbe soltanto che si discutesse della questione, anche e soprattutto in vista della prossima stagione turistica. Lido sta vivendo un boom e questo è positivo, ma qualche problema se lo porta dietro. Può darsi che le contromisure messe in campo finora non siano sufficienti, e che ne servano delle nuove. Non so se sia possibile prevedere degli incentivi o degli sgravi per aumentare la sorveglianza sul lungomare, con uomini o telecamere. Penso sia giusto mettersi a un tavolino e parlarne. Altrimenti è dura andare avanti così».
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