Proteste
Braccini: «Non c’è futuro senza idee»
Dal segretario toscano della Fiom un duro richiamo alla Regione
VIAREGGIO. Un sì, convinto, a un salone della nautica toscano. Ma... c’è un ma che chiama in causa direttamente Enrico Rossi, la Regione e le promesse non mantenute. Massimo Braccini segretario generale della Fiom Cgil Toscana interviene nel dibattito che in questi giorni vede come protagonista Viareggio e più in generale la costa toscana delle eccellenze della nautica in vista della sempre più probabile organizzazione, a primavera del prossimo anno, di un salone dedicato al settore.
«Credo che un salone della nautica specifico in Toscana sia opportuno- afferma Braccini - ma credo anche che non dovrebbe essere la ripetizione di altri saloni. Si tratta di ritagliare a Viareggio una specifica vetrina, penso ai grandi yacht, all’innovazione, alla qualità. Insomma una specifica gamma di imbarcazioni». Per fare questo, però, secondo Braccini occorre «un salto qualitativo e un disegno organico da parte della Regione».
«Purtroppo la Regione - spiega il segretario toscano della Fiom - non ha una strategia complessiva e manca di una linea di indirizzo sul settore della nautica. Non solo: gli accordi di programma sui quali si era impegnato Rossi non sono mai decollati. Che fine hanno fatto il disegno industriale, la visione di sviluppo del settore indispensabili per guardare al futuro? È necessario comprendere come si intrecciano le varie realtà produttive di tutta la costa da Viareggio a Navicelli a Livorno. Se vogliamo parlare di un salone nautico dobbiamo prima di tutto cominciare a affrontare i problemi di carattere generale come l’insabbiameto del porto di Viareggio, la mancanza di un alaggio e varo pubblico. E questi sono aspetti direttamente collegati al tema del refit. Per non dimenticare il problema rappresentato da organizzazione del lavoro e ditte in appalto: io non noto un cambiamento nei modi di produrre ed anzi mi trovo a dover sottolineare come le professionalità nel corso degli anni sono andate distrutte e vanno ricostruite. Perchè oggi nel mondo globalizzato o le barche si fanno secondo certi standard di qualità o tanto vale andare a fare altrove».
Braccini insiste: «Serve una visione più generale sul comparto e sulle problematiche da risolvere. E su questo la stessa Regione sta peccando. La storia produttiva della nautica è fatta di declini e di rinascite ma se mancano le idee non vedo come si possano superare le difficoltà». Da qui un accorato invito, in primis alla Regione, perché torni a confrontarsi con la città e il mondo del porto: «La nautica - conclude - può essere l’occasione della rinascita economia, soprattutto di Viareggio dove ci sono ancora importanti aree da usare nel migliore dei modi nell’interesse pubblico».
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