Il Tirreno

Versilia

Truffò i clienti, 4 anni alla De Angeli

Truffò i clienti, 4 anni alla De Angeli

Assolti il fratello e il marito dell’ex commercialista. Persi i documenti che riguardavano due capi di imputazione

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CAPEZZANO PIANORE. Alle 21 è arrivata la condanna per la commercialista massese Mariannina De Angeli, abitante da qualche anno a Capezzano Pianore. La pena decisa dal giudice del tribunale di Massa Fabrizio Garofalo è stata di quattro anni, nonostante buona parte dei reati contestati alla ex professionista (dal 5 marzo 2009 in giù) nel frattempo si sia prescritta oppure è stata depenalizzata, La sentenza dopo una lunga camera di consiglio, come l’attesa della mattina quando il processo ha rischiato di saltare perché non si trovava il fascicolo dei documenti relativi a due capi di imputazione. Sono stati invece assolti gli altri due imputati, Mauro De Angeli, fratello, e Fabio Bertolucci, il marito. Perché il fatto non sussiste. La De Angeli dovrà poi risarcire le tante parti civili e liquidare le spese processuali.

Soddisfatti i clienti che si sono sentiti truffati da quella che consideravano un amica. Secondo l’accusa, che per l’imputata aveva chiesto cinque anni - per alcune contestazioni in accordo con il fratello Mauro e il marito Bertolucci (due anni ciascuno la richiesta del pm Rossella Soffio), coimputati - Mariannina si era intascata cospicue somme di denaro che i clienti le affidavano per il pagamento di cartelle esattoriali e imposte varie. In sostanza: i clienti, anche in virtù del rapporto di fiducia instaurato con la consulente davano alla De Angeli l'incarico di fare pagamenti per loro conto. Lei mostrava copie contraffatte di moduli F24 e F23 che attestavano l'avvenuto versamento delle cifre richieste dal fisco, mentre in realtà i soldi restavano nelle sue tasche.

Quasi un centinaio le persone che si ritengono truffate a vario titolo della donna e che hanno sporto denuncia (le parti civili che si sono costituite però sono 31), chi sostenendo di avere "perso" 50mila euro, chi 20mila, chi somme più basse. Contro di lei si è formato anche un comitato di vittime. La procura, però, le contestava l'appropriazione indebita soltanto di 132mila euro. Oltre al reato di truffa, alla De Angeli venivano contestati falsi in scrittura privata e l’appropriazione indebita. Ma c’erano anche dei casi di fogli in bianco fatti firmare dalla professionista ai clienti per accelerare i tempi. Il fratello di Mariannina, Mauro, era stato indagato in quanto collaboratore dello studio della sorella. Stesso discorso per il marito della donna, che collaborava con lei. Svariati gli assegni, che i tre avevano in consegna dalle persone che si fidavano del loro studio, che sono finiti nei conti correnti personali invece che allo stato (erano imposte da pagare). Le somme non erano mai altissime, al massimo duemila euro, ma il flusso era praticamente ininterrotto. Centinaia i versamenti fantasma scoperti dai clienti della professionista quando l’erario è andato a battere cassa nei confronti di quelli che considerava evasori. Ma come detto buona parte di questi reati si è prescritta o è stata depenalizzata.

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