Sempre meno stranieri chiedono la casa popolare
Le domande per l’alloggio scese in due anni da 170 a 50, conseguenza della norma che impone di documentare che in patria non si possiedono immobili
CAMAIORE. Il bando per formare la nuova graduatoria per la casa popolare scadrà il 12 ottobre ma finora il dato che arriva al Comune di Camaiore è quello del crollo di richieste: si è passati da 170 richieste della precedente lista a solamente 50 domande.
Secondo quanto riferiscono dal piazza San Bernardino, il dato sarebbe da riportare alla nuova normativa che impone più documenti da presentare.
«Il nuovo bando ha raccolto per il momento 50 richieste - fanno sapere dal Comune - perché è stata inserita una nuova clausola per gli stranieri residenti in Italia: devono attestare con documentazione dell’ambasciata del paese d’origine di non possedere immobili in patria. In passato era sufficiente un’autocertificazione».
La nuova legge 41 del 31 marzo 2015, che modifica la 96 del 1996, stabilisce infatti per la prima volta che anche i cittadini stranieri debbano dimostrare di non possedere immobili, di non averne usufrutto, uso o titolo di abitazione né in Italia né all’estero. Per farlo devono presentare una certificazione rilasciata dal Paese d’origine. A pena l’esclusione dal bando. Per gli italiani e i comunitari la documentazione non serve; basta l’autocertificazione, perché il Comune, in ogni momento, può accedere alla banca dati dell’Agenzia delle Entrate e fare una verifica. Per i cittadini non appartenenti alla Ue, invece, non c’è possibilità che il Comune possa verificare in automatico se le loro dichiarazioni sono veritiere. Quindi devono pensarci loro stessi.
Anche chi ha già una casa popolare dovrà lo stesso presentare questa certificazione.
Questo avrebbe influito sulle richieste che hanno subito un crollo di oltre un terzo.
Quello che scade il prossimo 12 ottobre è un nuovo bando: da questo verrà creata una nuova graduatoria che andrà a sostituire quella precedente che ha già assegnato tutti e dieci gli alloggi finora disponibili all’interno del territorio.
«Anche l’anno scorso avevamo questo problema, se di problema di può parlare - dichiara l’assessore Andrea Carrara - ogni anno dobbiamo affidarci agli eventi e aspettare che le case si liberino, per diversi motivi, e assegnarle di volta in volta».
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