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Perini fa rotta su Cannes ma guarda a Oriente

Perini fa rotta su Cannes ma guarda a Oriente

L’ad Enrico Dell’Artino spiega “la prima volta” del cantiere all’evento in Costa Azzurra

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VIAREGGIO. Un debutto da protagonista, da leader dei mercati internazionali quando si parla di grandi yacht a vela. Perini Navi, vuoi per i legami con Nautica Italiana vuoi per una precisa volontà di investire su uno dei principali saloni nautici europei, sarà per la prima volta ospite di Cannes con uno dei suoi più preziosi gioielli, Dahlak: 38 metri di eleganza e tecnologia. L’evento in Costa Azzurra è reso particolare anche dal contesto nel quale si sviluppa e cioè il braccio di ferro tra Ucina e Confindustria da una parte e Nautica Italiana dall’altra, cosa che ha portato molti dei grandi nomi dell’industria nautica italiana ad abbandonare il salone di Genova.

Del ruolo di Perini e delle aspettative per il futuro del prestigioso marchio abbiamo parlato con l’amministratore delegato dell’azienda, Enrico Dell’Artino.

Perché avete deciso di prendere parte al salone di Cannes e con quali aspettative?

«Lo Yachting Festival di Cannes è uno dei principali appuntamenti nautici internazionali al quale partecipano i marchi più prestigiosi al mondo. Debutteremo, per questo con il 38 metri Dahlak perché rappresenta al meglio le capacità di progettazione e ingegneria di Perini Navi e crediamo che sia l’imbarcazione giusta per questa manifestazione».

Comincia ora la “stagione dei saloni”: quali sono gli appuntamenti in agenda per Perini Navi?

«Dopo Cannes saremo presenti a fine settembre al Monaco Boat Show dove porteremo Sybaris, il rivoluzionario ketch prima unità di 70 metri realizzata dal nostro cantiere. Sempre a Monaco saremo presenti di nuovo con Dahlak».

Qual è, in base alle vostre analisi, lo stato di salute dell’industria nautica italiana dei grandi yacht? Quali i mercati sempre più di riferimento per l'eccellenza che Perini Navi riesce a proporre?

«L’industria nautica dei grandi yacht ha vissuto un lungo periodo di difficoltà. Basti ricordare che l’unica imbarcazione superiore ai 50 metri venduta nel mondo nel 2015 è stata il 70 metri Perini Navi Sybaris, che è anche la più grande barca a vela mai realizzata in Italia. Si iniziano a intravedere segnali di ripresa ed il mercato, che diventa sempre più selettivo e competitivo, premierà l'eccellenza e la capacità di innovare costantemente, elementi che ci contraddistinguono dalle nostre origini. I nostri mercati di riferimento sono l'Europa e gli Stati Uniti; stiamo guardando anche in Asia, dove saremo pronti a cogliere eventuali opportunità».

Perini Navi ha affrontato la crisi internazionale facendo una scelta non facile né scontata: continuare a investire in strutture produttive, tecnologia e servizi. È stata un scelta vincente? C'è ancora del “lavoro da fare”? In che modo e in quali tempi?

«In questi due ultimi anni abbiamo effettuato investimenti consistenti che ci hanno consentito di rafforzare le strutture produttive, potenziare i servizi di service & refit, proseguire con i nostri progetti di ricerca e innovazione, migliorare le relazioni commerciali e con i fornitori strategici.Questa scelta è stata sicuramente vincente. Oggi abbiamo una struttura produttiva più flessibile ed efficiente che, insieme all'approccio alla distintività e all'eccellenza che ci contraddistingue e rende unico Perini Navi, rappresenta un punto di forza per la crescita e lo sviluppo futuro in un mercato globale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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