Gioco
Nuovo mercato ittico l’Unione europea rivuole 400mila euro
È la cifra dei fondi per la pesca stanziati per dotare la struttura dei cavidotti necessari al funzionamento
VIAREGGIO. Avere i soldi spendibili, sonanti, avere un progetto e stare fermi. Inizia così - come hanno ricordato i pescatori della marineria viareggina nell'esposto alla Corte dei Conti - la storia del nuovo mercato ittico, finanziato dalla Regione Toscana nel 1997 e non ancora terminato. «Ci si ferma due anni e poi l'accordo con l'Agenzia delle dogane ne fa perdere altri due», ricordano i pescatori. «I lavori non cominciano e i soldi rimangono per ben 4 anni nel congelatore», è la ricostruzione storica. Il mercato nuovo doveva essere realizzato in un anno e mezzo, ovvero essere pronto a metà del 2009, come ricorda l'interrogazione presentata dai senatori del Pd Valentini, Granaiola, Amati nel novembre 2013. Invece non è ancora completato, i lavori sono fermi dal giugno 2012 ed un'altra tegola sta per abbattersi sul Comune dopo il fascicolo aperto dalla Corte dei Conti sulla vecchia struttura. L'Unione europea, infatti, è pronta a chiedere indietro il finanziamento Fep (Fondi europei per la pesca) di 424.857 stanziato per le opere di collegamento e arrivato al Comune grazie all'azione della Cittadella della pesca, consorzio che riunisce le cooperative della Marineria viareggina. La somma era legata alla realizzazione dei cavidotti necessari alla nuova costruzione e finalizzata alla realizzazione e messa in funzione del nuovo mercato ittico. Che nel 2016 è ben lontano dall'essere terminato. Così che la Comunità europea - molto attenta all'effettivo utilizzo dei fondi impegnati - oggi si è fatta avanti tramite la Regione, nelle cui mani oggi è il completamento dei lavori, per avere indietro dal Comune quella somma.
Una vicenda, quella del controllo sui fondi Fep, che ha attraversato gli ultimi anni della vicenda. Tanto che è datata 3 dicembre 2013 una nota della Agenzia regionale toscana erogazioni agricoltura nella quale al Comune di Viareggio viene «comunicato l'esito del sopralluogo e richieste le motivazioni che hanno portato al ritardo nella realizzazione del Mercato Ittico». Con la domanda «se la conclusione dell'intervento riguardante lo stesso mercato, strettamente connessa al progetto il cui contributo viene autorizzato con il presente decreto, resta un intervento previsto e programmato dall'amministrazione comunale». Ricevuta risposta positiva, il contributo è stato saldato. Salvo ritrovarsi, oggi, con il fiato sul collo della Comunità ed un cerino in mano che nessun dirigente pubblico vuole tenere.
A questo si aggiunge che proprio le opere di collegamento che erano state "dimenticate" nel progetto iniziale di costruzione del nuovo Ittico da 2.500.000 di euro di finanziamento regionale sono uno dei punti sui quali si è concentrata l'attenzione della Corte dei Conti che ha aperto un fascicolo sull’Ittico attuale, dopo l'esposto della Cittadella della pesca. Opere realizzate e collaudate sulla carta, quando i militari della guardia di finanza hanno verificato non avrebbero trovato corrispondenza tra realtà e documenti.
Su tutto, poi, il rebus del protocollo d'intesa Regione-Comune per poter riprendere i lavori dopo che la Regione ha rinnovato il finanziamento sul cui totale grava anche quanto emerso dall'inchiesta dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca che hanno messo in evidenza un "buco" di 300.000 euro. I lavori - secondo l'intesa - verrebbero terminati sotto la responsabilità dell'Autorità portuale regionale. Al termine il Comune si riprende la struttura finalmente operativa. Le ultime notizie dal Palazzo danno l'accordo arrivato da Firenze e pronto per essere attuato, ma in Comune se ne sarebbero perse le tracce. «Quasi dieci anni di attesa, dal finanziamento ad oggi - ricordano i pescatori - sono come un secolo nella società moderna. Senza contare che il vecchio mercato non funziona più ed è sotto diffida per prescrizioni importanti che riguardano la sicurezza e le pratiche igienico-sanitarie». Ed ora anche sotto l'inchiesta della Corte dei Conti, con tantio di invito a portare le controdeduzioni rivolto dalla magistratura contabile a tutti i dirigenti che si sono susseguiti negli ultimi cinque anni e che hanno avuto tra le mani le vicende dello "sgarrupato" mercato del pesce, nato negli anni Ottanta come vanto della città dove ancora oggi si viene anche solo per una sera a mangiare non la cotoletta ma il pesce. E dove la marineria ha appena visto l'ingresso di tre nuove unità.
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