Gioco
Così nasce il polo della sanità privata in Versilia
Qualsiasi opinione si abbia della sanità privata, e dell’influenza che ha oggi sull’intera assistenza medica, non si può non sottolineare l’importanza dell’operazione San Camillo-Barbantini. Un’operaz...
Qualsiasi opinione si abbia della sanità privata, e dell’influenza che ha oggi sull’intera assistenza medica, non si può non sottolineare l’importanza dell’operazione San Camillo-Barbantini. Un’operazione portata avanti dalla società piacentina Santa Chiara srl, che già si era assicurata nel 2013 la gestione della clinica di Viareggio. Che dopo vent’anni ha visto il passaggio dalla gestione delle suore Barbantine (che hanno mantenuto la proprietà) a quella, appunto, della società di Piacenza.
Ora tocca al San Camillo, con una modalità simile. In un asse Viareggio-Forte della sanità privata che assume contorni interessanti e inediti. La medicina è anche un business, si sa, e ormai non fa scandalo ammetterlo. Con il pubblico che è sempre più in difficoltà, perché mancano risorse e personale, e con una gestione dei ticket sanitari non sempre intelligente - a volte per un esame si paga quasi la stessa cifra tra pubblico e privato, ma nel primo caso si aspetta molto di più - è chiaro che le case di cura vedono margini di crescita. Soprattutto in quel settore dell’utenza che, fino all’altroieri, non si sarebbe neppure sognata di farsi curare in clinica. Roba da ricchi, pensavano. E invece si sono trovati di fronte un sistema che in alcuni casi riesce ad essere fortemente competitivo sia nelle prestazioni mediche che nei ricoveri.
Non resta che attendere l’evoluzione di questa operazione, e capire come si inserirà nel sistema sanitario versiliese. Che ha i suoi problemi, nonostante l’assoluta qualità dei professionisti oggi al lavoro nel pubblico. A partire da quelli che tengono in piedi l’ospedale Versilia. (m.t.)
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