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Il Parco cambia direttore, scoppia la polemica

Il Parco cambia direttore, scoppia la polemica

Non sarà rinnovato il contratto a Gennai, Manfredi accusa i vertici del Pd che annunciano querela

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TORRE DEL LAGO. L’Ente Parco cambia direttore. Ed è subito polemica. Il contratto di Andrea Gennai, scaduto ieri, non sarà rinnovato. Sarà indetta una selezione pubblica per scegliere il successore. La decisione del presidente Giovanni Maffei Cardellini «è stata sostenuta pienamente dal consiglio direttivo che si è espresso all’unanimità a favore di una nomina mediante bando pubblico, considerandola come la scelta più opportuna e trasparente», si legge in una nota dell’Ente. «L’obiettivo - viene aggiunto - è quello di rilanciare l’attività del Parco secondo le nuove linee di indirizzo come dal documento approvato recentemente dal consiglio chiudendo così una fase caratterizzata dal commissariamento sui bilanci (ancora in corso di approvazione) e da intricate vicende giudiziarie che non riguardano certo il presente».

La decisione del Parco è stata commentata in modo durissimo dall’ex presidente Fabrizio Manfredi che ha accusato il dirigente del Pd pisano e toscano Antonio Mazzeo di essere «il padrino politico di clientele industriali del litorale che hanno preteso prima il mio scalpo, e adesso quello di Andrea Gennai». Manfredi giudica gravissima la scelta di non rinnovare l’incarico a Gennai, frutto di «una degenerazione della politica» e di una «evidente debolezza dell’attuale presidente», colpevole di aver «cambiato idea di fronte al primo che ha fatto "buh"».

Non è la prima volta che Fabrizio Manfredi aziona il lanciafiamme contro la nuova governance della riserva regionale. Lo aveva fatto anche ad aprile, nel day after della sua uscita di scena, quando il governatore Enrico Rossi affidò la guida politica a Giovanni Maffei Cardellini, camaiorese, suo compagno di scuola e d’infanzia, proprio uno degli uomini contro cui oggi si scaglia. Quattro mesi e mezzo fa, però, nel mirino di Manfredi (esponente della Sinistra Dem) c’erano i «renziani viareggini». «Furono loro», dice, a volere la sua testa per «vedetta», «perché contestai l’imposizione di un candidato contro Del Ghingaro». Oggi l’ex presidente di San Rossore alza il tiro, il suo j’accuse è una sventagliata a tutto il partito pisano, ai «sindaci dell’area» ma soprattutto contro uno degli esponenti di spicco del Pd toscano.

Immediata e altrettanto dura la replica di Mazzeo, che in una nota firmata insieme all’assessore regionale all’ambiente Federica Fratoni preannuncia una querela. «Con Manfredi immagino che ci vedremo presto in tribunale - dice Mazzeo - perché quelle che mi vengono rivolte sono accuse diffamatorie. Quanto al resto, posso solo dire che fortunatamente per Pisa, Viareggio e tutta la costa toscana si è aperta una fase nuova in cui speriamo possano essere ottenuti risultati migliori. L’unico interesse che ho sempre avuto, , è stato di fare del parco un luogo di promozione del nostro territorio e per quel tratto di costa».

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