Il Tirreno

Versilia

Del Ghingaro: soltanto I Care salva i lavoratori della Patrimonio

VIAREGGIO. Giorgio Del Ghingaro difende il progetto I Care (la società nata dalla trasformazione di Asp per svolgere il servizio di riscossione dei tributi che veniva gestito dalla Viareggio...

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VIAREGGIO. Giorgio Del Ghingaro difende il progetto I Care (la società nata dalla trasformazione di Asp per svolgere il servizio di riscossione dei tributi che veniva gestito dalla Viareggio Patrimonio ormai fallita) e difende l’affidamento del servizio di accertamento delle entrate tributarie alla società dell’associazione dei Comuni italiani Anci Innovazione. Il sindaco eletto nel giugno del 2015 e disarcionato dal Tar due mesi fa lo fa dall’Aventino virtuale della sua pagina Facebook, da dove più o meno quotidianamente dice la sua su Viareggio e sui viareggini, sparando anche giudizi sulle persone in modo a dir poco sconcertante.

I Care - scrive Del Ghingaro - nasce fondamentalmente per due motivi: per assorbire i servizi che erano della Viareggio Patrimonio fallita, e per salvaguardare i posti di lavoro. Serviva cioé una società che si occupasse di riscossione ma che si facesse carico di assorbire al suo interno almeno 35 dei 64 dipendenti della Società Patrimonio fallita, nel rispetto di un piano complessivo di salvaguardia dell'occupazione che ha coinvolto come sappiamo anche Sea e Mo.Ver. Il tutto nel pieno rispetto degli equilibri economico-finanziari. «Andando a gara - sottolinea - mai nessuna società avrebbe assunto 35 persone e tutte, nessuna esclusa, sarebbero semplicemente e drammaticamente rimaste senza lavoro».

«Abbiamo quindi pensato - prosegue la spiegazione - di provare a farcela da soli, con l'aiuto di Anci Toscana, di cui il Comune fa parte, che con Anci Innovazione (società in house) e supportata da un progetto regionale, si occupa anche di riscossione: Anci Innovazione avrebbe fornito non solo lo strumento informatico in grado di dare risposte efficaci in termini di riscossione, ma anche la formazione dei dipendenti perché fossero in grado in futuro di gestire la partita da soli. I Care avrebbe fatto il resto, assorbendo, come poi ha fatto, 35 dipendenti della Viareggio Patrimonio fallita. E mi sarei aspettato, come più volte ho avuto occasione di dire, intorno a questi atti, un largo consenso, perché la questione non era politica ma tecnica. Ci sono esempi noti in tutta Italia, per comprendere come se fosse stata seguita un'altra strada, da un lato, si sarebbe speso molto di più, quasi tutte riscossioni fatte all'esterno sono fallite miseramente con costi esorbitanti per gli Enti, dall'altro, sarebbero state mandate a casa 35 persone».

Venendo alla convenzione con Anci Innovazione - che non è stata ancora firmata e che era stata predisposta senza passare da una gara o comparazione con altre società - Del Ghingaro riepiloga i passaggi della decisione partendo dalla necessità di valutare la questione economica derivante dal riassorbimento del personale della Viareggio Patrimonio: «il Comune chiede ad Anci Innovazione la presentazione di una proposta di supporto nella gestione dell’attività di accertamento delle entrate tributarie ed extratributarie e per l’organizzazione interna del settore tributi dell’azienda»; dopodiché Anci Innovazione si dice disponibile a supportare l'Amministrazione «proponendo condizioni economiche di massimo favore che prevedono l'assunzione del rischio d'impresa in capo alla stessa Anci Innovazione, dal momento che la remunerazione dell'attività è quantificata in una percentuale sulle somme che a seguito dell'attività svolta, di recupero dell’evasione, verranno effettivamente incassate da parte del Comune di Viareggio».

«Non appare, pertanto, fondato - conclude Del Ghingaro - l'assunto per cui la convenienza economica non risulterebbe direttamente dimostrata. La percentuale individuata per il progetto Anci Innovazione risulta, infatti, perfettamente in linea con quanto espresso nella relazione resa il 20 aprile 2016 dall'amministratore delegato di Equitalia alla Camera dei Deputati, nell'ambito della quale ha affermato che le percentuali di aggio “oscillano, in media, tra il 15 e il 25% del riscosso in caso di gestione unitaria delle suddette fasi di liquidazione, accertamento e riscossione, ovvero dall'8 al 15% nell'ipotesi di affidamento della riscossione coattiva».

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di Redazione web