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Polo nautico, il ricorso della Fiom

Polo nautico, il ricorso della Fiom

Il sindacato: non subingresso per Balducci ma vera e propria nuova concessione

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VIAREGGIO. E ricorso fu. Contro la decisione dell’Autorità portuale del segretario Fabrizio Morelli che ha autorizzato la concessione per Giuseppe Balducci in Polo Nautico. Il ricorso è quello della Fiom-Cgil, depositato il 31 agosto dagli avvocati Alberto Caretti e Riccardo Tagliaferri, a firma dei segretari e legali rappresentanti della Fiom provinciale di Lucca (Mauro Rossi) e regionale toscana (Massimo Braccini), insieme a due dipendenti nonché rappresentanti sindacali nella Rsu di Polo Nautico. La richiesta è quella dell'annullamento - previa sospensione - della delibera numero 19 del 30 maggio scorso con la quale il Comitato portuale ha approvato il subingresso di Cnv nella porzione di area lotto 1.

Massimo Braccini e Mauro Rossi, alla presenza di Nicola Riva, responsabile della Fiom Versilia, hanno spiegato alcune motivazioni sostanziali del ricorso. A cominciare «dall'assenza totale di un vero interesse pubblico nell'operazione portata avanti da un imprenditore non in grado di offrire sufficienti garanzie sulle prospettive industriali e occupazionali». E continuando con «l'assenza di concertazione, il rifiuto ad un coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, la carenza di istruttoria e di pubblicità. Ed il configurarsi non tanto di un subingresso, bensì di una vera e propria nuova concessione per la quale, dunque, sarebbe stato necessario esperire una gara ad evidenza pubblica, nel rispetto delle leggi del Codice della navigazione e della normativa europea».

La Fiom ritiene che la decisione dell'Authority «abbia violato tutti i principi e i criteri degli accordi sottoscritti in questi anni, a partire dalla delibera del consiglio comunale numero 34 del 2002 che stabiliva le linee programmatiche per lo sviluppo dell'area, compresa la concertazione con le forze sociali, principi ribaditi poi nell'accordo quadro del 2006 per il trasferimento del personale del Polo alle singole imprese».

Non si spiega, inoltre - come più volte sottolineato dal “Tirreno” - «perché nel 2016 Autorità e Comitato portuale abbiano ribaltato completamente il proprio giudizio sul subingresso espresso poco più di un anno prima (27 gennaio 2015). Né la mancanza totale di risposta alle osservazioni presentate dalla Fiom il 16 maggio 2016, né la contraddizione fra il piano industriale e la richiesta di subingresso presentati da Cnv, laddove nel primo si parla di abbattimento e ricostruzione di una palazzina all'interno dell'area, mentre nella seconda "spuntano" tre capannoni in cemento armato da costruire ex novo».

Fra i numerosi rilievi tecnico-giuridici evidenziati dagli avvocati, anche «l'assenza di un qualsivoglia parere dell'Autorità doganale che invece - ricorda Mauro Rossi - fu necessario anni fa persino per il semplice potenziamento di una cabina elettrica. E l'impossibilità di intervenire con procedimenti attuativi nelle cosiddette "zone bianche" alla scadenza del quinquennio dei vincoli urbanistici».

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