Attenzione
Pescavano le cozze tra i pontili
Settanta chili di molluschi dell’area portuale sarebbero finiti in tavola. Operazione della Capitaneria
VIAREGGIO. «Eppure qualcuno le compra e le serve in tavola...» è l’amara considerazione della Capitaneria di fronte ai settanta chili di cozze che qualcuno stava facendo nelle acque dell’approdo della Madonnina, al pontile numero cinque, in pieno porto. Ad accorgersi di quelle tre persone intente alla raccolta dei militi è stato il personale della guardia costiera in uscita con il gommone.
Sono le otto del mattino di un sabato ancora estivo ed i militari sono in uscita per i consueti controlli a tutela della sicurezza della navigazione, della pesca e dell'ambiente marino. Al personale a bordo del gommone A78 non sfugge il movimento sospetto in corso nello specchio acqueo dell’approdo gestito dalla Viareggio Porto, precisamente all'altezza dei pontili 5 e 6 .
I militari hanno colto sul fatto tre uomini, intenti alla pesca delle cozze. Alla vista del mezzo navale della guardia costiera, i tre sono fuggiti tra i pontili, abbandonando i prodotti già raccolti, oltre 70 chili di mitili custoditi in tre grosse borse ed un contenitore di plastica.
«I prodotti ittici, raccolti in zona vietata e conservati in precarie condizioni igienico sanitarie - si legge nella nota diffusa dalla Capitaneria in merito all’operazione svolta - sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, nell’ambito di un provvedimento contro ignoti e rigettati in mare».
L’ipotesi formulata dalla Capitaneria è che - data l'ingente quantità sequestrata - «le cozze fossero destinate ad essere vendute ed a finire sulle tavole dei consumatori. In totale violazione delle norme poste a garanzia della qualità e della rintracciabilità dei prodotti ittici».
Per quanto possa sembrare incredibile guardando le foto scattate dai militari della guardia costiera, insomma, quei molluschi sarebbero finiti su qualche tavola, venduti da chi le ha raccolte a qualche ristoratore che non si perita di servire alla propria clientela “muscoli” immangiabili per la provenienza da acque dense di scarichi portuali. Ancor più considerando che sono quelle di un approdo per imbarcazioni.
Un lavoro di prevenzione, quello messo in atto dalla Capitaneria guidata da Davide Oddone, che non ha avuto tregua per tutta l’estate appena trascorsa.
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