Il Tirreno

Versilia

Il futuro di “I care” si decide il 14 settembre

di Donatella Francesconi
Il futuro di “I care” si decide il 14 settembre

Incontro chiarificatore tra Comune, società, revisori dei conti dell’Ente Guidi (Pd): il contratto con Anci Innovazione eccessivo e senza comparazione

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VIAREGGIO. Giornata cruciale, quella del 14 settembre, per il futuro di “I Care”, che dovrà essere sviscerato nella riunione tra la squadra del commissario prefettizio Stelo, il quale fino ad oggi ha dimostrato di saper far valere le ragioni della “cosa pubblica”, i revisori dei conti del Comune, i vertici della neonata società di riscossione e molto altro.

Sulla vicenda che vede la società, in questo momento, non in grado neppure di far eseguire un’ordinanza di sgombero di suolo pubblico pure esistente (il caso del ristorante “al Sarago” in Passeggiata, oggetto di verbali della polizia municipale) interviene il segretario del Pd di Viareggio, Filippo Guidi. Il quale ricorda: «I Care per il servizio di riscossione coattiva reso da Anci Innovazione avrebbe riscosso una provvigione del 20% di cui il 12% da girare alla stessa Anci Innovazione, sulle cifre effettivamente incassate fino ad un massimo di 300.000 euro annui. Questa parte del piano fu dal Pd giudicata negativamente. Sia perché la parte spettante ad Anci Innovazione apparve francamente eccessiva, sia perché per attivare collaborazioni esterne, se pur con società pubbliche, sono necessari i procedimenti di selezione, eventualmente anche tramite la piattaforma regionale Start».

Selezione, comparazione delle offerte, verifica della natura effettivamente pubblica delle società cui ci si rivolge: tutti elementi che il contratto elaborato e approvato dall’amministrazione Del Ghingaro (assessore al bilancio e alla partecipate era l’avvocato Laura Servetti) ha saltato. Come viene ricordato oggi da più parti e come evidenziarono in fase di “parto” i revisori dei conti del Comune che sulla delibera diedero parere contrario.

«Il Commissario Stelo - continua il segretario del Pd - che riteniamo non debba essere tirato dalla giacchetta da nessuno ma anzi aiutato in questa delicata fase, si troverà nei prossimi giorni insieme al cdadella società a prendere delle decisioni fondamentali per il futuro di Viareggio. Modificare il piano o andare avanti con collaborazioni esterne? Come Pd rimaniamo dell'opinione di percorrere la strada di valorizzazione e formazione delle professionalità interne. Restare fermi comunque è molto rischioso, sia per l Care sia per le casse comunali, che si trovano a dover affrontare una delicatissima fase di risanamento».

Tra le domande cui qualcuno dovrebbe dare risposta - ma da quando esiste I Care i suoi dirigenti hanno eretto un muro invalicabile nonostante si tratti di società pubblica - quella su che fine abbia fatto Cesare Cava, il super consulente che tutto doveva risolvere.

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