Italia
Nautica Italiana-Ucina Lo scontro passa anche da qui
VIAREGGIO. È stata un’estate rovente, quella alle battute finali ormai, e non certo per le temperature. A infiammare il dibattito sui giornali e nei cantieri da Avigliana a Livorno è stata la...
VIAREGGIO. È stata un’estate rovente, quella alle battute finali ormai, e non certo per le temperature. A infiammare il dibattito sui giornali e nei cantieri da Avigliana a Livorno è stata la frattura e la definitiva uscita non solo da Ucina ma da Confindustria di alcune delle principali aziende della nautica italiana. Dibattito caratterizzato da vivaci botta e risposta tra i cantieri già da tempo entrati in Nautica Italiana, tra cui Azimut, Benetti e Perini, e i vertici di Ucina e Confindustria. Che si tradurrà, fondamentalmente, in una massiccia presenza delle aziende di Nautica Italiana a Cannes a scapito del salone nautico di Genova. Los contro è osservato a distanza ma con attenzione anche dalle organizzazioni sindacali. Ma c’è anche tanta politica “alla finestra” per capire cosa succederà nei prossimi mesi dato che Nautica Italiana ha ripetutamente manifestato la volontà di organizzare un salone alternativo a quello di Genova nell’ambito del quale dimostrare da che parte stanno “i numeri” dell’industria degli yacht in Italia. E in proposito resta in piedi l’ipotesi di scegliere proprio Viareggio, con il sostegno della Regione peraltro, per la manifestazione. Del resto è qui che hanno sede i numeri uno al mondo in materia di produzione di megayacht. C’è da chiedersi, però, se la città al disseto e commissariata, pur avendo assoluto bisogno di visibilità e rilancio, sia davvero in grado di fare da “scacchiera” per le future mosse di Nautica Italiana.
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