Sicurezza
Pronto soccorso invaso dalle mosche e dalle larve
Il sindaco di Camaiore presenta un esposto alla dirigente della maxi Asl La risposta: utenti e personale lasciano la porta aperta ed è vietato
VIAREGGIO. Metti una sera di fine estate, all’improvviso, dover attendere notizie di un amico o di un familiare ricoverato d’urgenza al Pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Metti anche di essere il sindaco di uno dei comuni del territorio che lo stesso ospedale serve. Ti guardi intorno, da cittadino e da primo cittadino. E non resta che prendere carta e penna. Così ha fatto Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore, che si è ritrovato ad assistere un collega nel momento più difficile per ognuno di noi, quello della malattia. E ha presentato un esposto, indirizzato a Maria Teresa De Lauretis, dirigente della maxi Asl Area vasta Toscana Nord ovest.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13936194:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/08/09/news/sei-ore-di-attesa-per-avere-una-lastra-1.13936194]]«Mi trovo mio malgrado da qualche ora al Pronto soccorso per un caro collega del mio studio legale che ha avuto bisogno», scrive Del Dotto. Che continua, senza giri di parole: «Lo stato del Pronto Soccorso è poco dignitoso». L’elenco di cosa non va è così descritto: «Il pannello luminoso esterno, con l'insegna, si spegne a intervalli regolari. Ci sono evidenti problemi agli impianti elettrici, tali che ogni tanto si spengono le luci della sala di attesa e anche i distributori automatici». Ed ancora: «Le piante nell'interno della sala sono polverose e sporche. In alcuni vasi della sala d'aspetto ci sono larve e piccoli vermi».
Inoltre, come sa chiunque abbia messo piede al Pronto soccorso del Versilia da quando lo stesso esiste, «non si contano le mosche (basterebbe un piccolo dispositivo a trappola)». Insomma, conclude il sindaco: «Vediamo di provvedere: stare all'ospedale non fa mai piacere, ma almeno la dignità dei luoghi di un servizio pubblico dobbiamo garantirla».
Il “Tirreno”, ieri mattina, ha chiesto risposte alla Asl in merito alle questioni sollevate dal sindaco di Camaiore, diretto testimone di una serata in sala d’aspetto. E in poco tempo è arrivata una nota che porta la firma della dottoressa Lidia Di Stefano, responsabile del Coordinamento igienico della strutture del presidio ospedaliero Versilia.
«Lo spegnimento di luci, insegne, macchinette automatiche - si legge nella risposta - verificatosi il 29 agosto non era legato a problemi di impianto elettrico. Ma ad una manutenzione programmata, atta a verificare il corretto funzionamento dei gruppi elettrogeni. Si tratta di prove che ogni tre mesi vengono effettuate sull’impianto dagli uffici tecnici, allo scopo di manutenere il sistema ed essere certi che in caso di guasto alla linea elettrica pubblica, i gruppi elettronici in dotazione entrano in funzione». Le quattro interruzioni programmate tra le 22 e le 23 circa «non hanno riguardato solo il Pronto soccorso, ma l’intero ospedale. E tutto il personale era stato informato, come di consueto. Dispiace - scrive Di Stefano - del disagio e dell’evidente mancata informazione agli utenti del Pronto soccorso in attesa».
Diversa è la questione dell’infestazione di mosche: «Il fenomeno non è di facile risoluzione - risponde la Asl all’esposto di Del Dotto -. Stante l’abitudine, sia degli utenti ma anche degli operatori, di lasciare spesso aperte le porte del Pronto soccorso». Questo «vanifica anche gli sforzi della ditta che cerca di debellare la loro presenza all’interno del nosocomio». In realtà, quando il Pronto soccorso aveva la porta automatica, l’invasione delle mosche era tale e quale e si dava la colpa ai cestini vicini ai distributori automatici di bevande. «Periodicamente questa direzione - continua la nota - rinnova a tutto il personale l’invito a sensibilizzare anche l’utenza al divieto di lasciare aperte porte e finestre. Sia per il problema di insetti e volatili, ma anche per una questione più importante legata all’impianto di condizionamento». Una spiegazione, insomma, che sembra descrivere una situazione ben più grave di quella messa in evidenza dal sindaco Del Dotto.
Infine, la questione delle piante: «Ringraziamento il nostro sindaco - conclude Di Stefano - che ci ha consentito di capire dove fosse il problema e di rimediare tempestivamente». Abbiamo provato a chiedere ulteriori spiegazioni a questo rebus, ma per il momento non sono arrivate.
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