Gioco
Arrivano i registri, può aprire l’azienda della coppia gay
L’impresa familiare potrà finalmente vedere la luce grazie alla registrazione del matrimonio contratto all’estero
VIAREGGIO. Finalmente è arrivata l’ora dell’amore anche a Viareggio: l’ufficio di Stato civile del Comune ha finalmente ricevuto i registri per le unioni civili che costituiscono l’atto finale per la registrazione delle coppie dello stesso sesso. Nelle ultime settimane c’erano stati disguidi, richieste mancate e “emigrazioni”: una coppia aveva dovuto rinunciare a unirsi in città e dire sì a Montignoso. Un lieto fine dopo una lunga attesa: da giugno infatti la legge Cirinnà, che stabilisce la legittimità delle unioni delle coppie omosessuali, è in vigore ma il ritardo nei decreti attuativi avevano fatto slittare tante date e ancora di più il ritardo con cui sono arrivati i registri provvisori.
[[atex:gelocal:il-tirreno:versilia:cronaca:1.13983008:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/versilia/cronaca/2016/08/19/news/la-versilia-e-pronta-a-celebrare-le-unioni-civili-1.13983008]]È il caso di Stefano e Josuè che hanno dovuto scontrarsi con la burocrazia per registrare il loro matrimonio contratto in Brasile. I due infatti avevano chiesto la registrazione per poter aprire un’impresa a conduzione familiare. Quel foglio bollato finalmente ha un valore: sono legalmente sposati e adessono posso certificarlo anche per lo stato italiano, anche se solo come unione civile.
«Ci siamo sposati nel paese di Josuè, il Brasile – racconta Stefano – Lui è venuto ad abitare a Viareggio a casa mia e di mia madre. Abbiamo un sogno: aprire un food truck (un’attività itinerante a tema gastronomico, ndr). Vogliamo portare in giro per l’Italia il cibo brasiliano».
Mostra tutto il progetto: ci sono dentro i costi per l’acquisto del furgone, gli investimenti per mettere tutto a norma, i valori nutrizionali delle pietanze, gli itinerari per l'italia, i certificati sanitari. È tutto pronto e adesso c’è anche quel piccolo particolare della registrazione nel registro delle unioni civili per sbloccare tutto.
Stefano Gemignani ha 45 anni, finora era disoccupato e si barcamenava tra lavoretti saltuari. Qualche anno fa ha conosciuto su internet Josuè, ha 37 anni che viveva dall’altro capo del mondo: a Rio de Janeiro. Quell’incontro online si è fatto sempre più assiduo tanto che al primo incontro è stato amore amore. Poi Josuè viene in Italia e dal carnevale di Rio passa a quello di Viareggio.
Una volta che Josuè si è trasferito nella casa di Stefano, dove vive anche la madre di lui, nasce l’idea di aprire un banchetto ambulante di cibo brasiliano diventa un progetto sempre più concreto.
Preparano tutto un piano economico sfruttando le competenze da analista finanziario di Josuè. Tutto è pronto: c’è da chiedere preventivi e finanziamenti.
La loro situazione economica gli impone di aprire un’impresa familiare: meno costi, più sgravi fiscali ed è facile da costituire. Solo che serve la registrazione del loro matrimonio, cosa che finora non era stata possibile.
Lo Stato civile aveva risposto: «Vedremo di registrarlo non appena ci vengono consegnati i registri per le trascrizioni».
L’attesa è finita e adesso la loro impresa può partire: l’ufficio ha chiamato la coppia e verrà registrata subito.
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