Il Tirreno

Versilia

Annuo nuovo ma sui banchi problemi vecchi

Annuo nuovo ma sui banchi problemi vecchi

Ancora fermo il rimborso alle famiglie per i pagamenti in eccesso di mense e nidi

3 MINUTI DI LETTURA





VIAREGGIO. È già tempo di cartelle e grembiuli, libri e astucci. Tra due settimane si torna sui banchi. E a Viareggio lo si fa con le solite incertezze. Quelle conseguenti al dissesto finanziario del Comune che fin dall’ottobre del 2014 ormai hanno investito il mondo della scuola. I temi sono quelli noti del costi dei servizi a domanda individuale: asili nido, servizio di refezione scolastica e scuolabus. Quest’ultimo non ci sarà neppure per l’anno scolastico 2016/2017. E le famiglie se lo aspettavano. Quelle stesse famiglie che, almeno per il momento, non troveranno ritocchi al rialzo dei costi di mense e nidi. Ma neppure si vedranno restituire i soldi pagati in eccesso tra novembre 2014 e febbraio 2015.

Le tariffe. La vittoria al Tar dei genitori degli alunni viareggini contro gli aumenti di mense e nidi disposti in virtù del dissesto finanziario - quelli approvati dal commissario Valerio Massimo Romeo nell’ottobre 2014 - consentirà anche quest’anno l’applicazione delle tariffe pre-dissesto per questi servizi scolastici. Cifre che, tuttavia, potrebbero cambiare in futuro sia nel caso in cui si vada a votare, sia in caso di reintegro nel ruolo del sindaco Giorgio Del Ghingaro. La strategia del Comune in materia di tariffe per mense e nidi - entrambi i servizi oggi sono in carico ad I Care (ex Asp) - era quella di lavorare comunque per un contenimento dei costi per le famiglie utilizzando a questo scopo anche una parte delle cifre recuperate dall’evasione di tasse e tariffe locali. Ma come noto le procedure per l’avvio di un nuovo meccanismo di riscossione delle imposte tramite I Care dopo il fallimento della Viareggio Patrimonio è sostanzialmente bloccato. Allo stato attuale, dunque, le uniche previsioni sono quelle di un eventuale ritocco al rialzo delle tariffe se lo richiedesse la situazione finanziaria del Comune, cioè per evitare nuovi buchi di bilancio in un Comune già al dissesto. In questo quadro ad esempio potrebbe porsi la necessità di andare ad aumentare il costo dei nidi la cui copertura da parte degli utenti è al di sotto della soglia del 36% (ad oggi è al 29,36), considerata la soglia minima dalle norme per i Comuni in dissesto.

I rimborsi. Lo scenario è comunque al momento solo ipotetico. Quel che è certo, invece, è che gran parte dei genitori che avevano pagato nidi e mense con le tariffe aumentate - prima sospese (nel febbraio 2015) e poi cancellate dal Tar (ormai un anno fa) - non hanno ancora ricevuto i rimborsi. Solo una parte dei genitori con i bambini ancora al nido si è vista “scontare” le cifre pagate in eccesso. Tutti gli altri devono ancora riavere indietro quanto pagato in eccesso. Nel caso delle mense si tratta di circa 90mila euro. I soldi in bilancio ci sono e l’ex Asp ha anche fatto tutti i conteggi necessari per dare il via ai rimborsi. Ma è chiaro che in mezzo al guado, con un Comune di nuovo commissariato e una situazione finanziaria ancora instabile, i 90mila euro alle mamme e ai papà di Viareggio non rappresentano una priorità.

Valentina Landucci

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze