Il Tirreno

Versilia

VIAREGGIO RICORDI DI GIORGIO

di RENZO SERAFINO VECO

di RENZO SERAFINO VECOLI Domenica è stato il trentesimo anniversario del giorno in cui Leonardo Di Giorgio lasciò la sua famiglia e la sua città. Egli, nato nel 1916, ha dato un contributo...

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di RENZO SERAFINO VECOLI

Domenica è stato il trentesimo anniversario del giorno in cui Leonardo Di Giorgio lasciò la sua famiglia e la sua città. Egli, nato nel 1916, ha dato un contributo fondamentale alla rinascita di Viareggio e la resurrezione della città alle libertà democratiche.

Fu determinante il suo contributo alla lotta antifascista, com’è testimoniato dal primo discorso politico che i viareggini ascoltarono in Piazza Grande la mattina del 26 luglio del 1943, a poche ore dall’annuncio della destituzione di Benito Mussolini, nonché dalla sua partecipazione al movimento clandestino antifascista e alla lotta compiuta dalle formazioni partigiane sulle nostre colline.

Non fu soltanto lotta contro il nazifascismo, ma l’individuazione concreta perché nascesse anche da noi una democrazia rinnovata anche nelle istituzioni locali, garantendo la partecipazione di tutti e di tutte le forze democratiche, nessuna esclusa, senza preferenza per nessuna di queste.

Significativo è il contributo, rispettoso per tutti, dato da Leonardo, come primo Presidente del Comitato di Liberazione di Viareggio nei rapporti con le forze alleate e di liberazione.

Il 16 settembre del 1944 si presentò, in tale sua veste, al Governatore militare alleato, Francis H. Waldron, richiedendo che l’amministrazione della città fosse affidata a una giunta, espressione del Comitato di liberazione nazionale con capo, come sindaco, il ragioniere Alessandro Petri. E tale giunta, costituita ufficialmente il 18 settembre di quell’anno, fu composta da tutti i comunisti, per mancato collegamento con altri partiti e movimenti, che pur avevano partecipato alla Resistenza, anche se i singoli assessori furono presentati come espressione dei partiti: Partito comunista, Partito socialista, Partito d'Azione, Democrazia cristian, Partito repubblicano. Giunta che governò dall’8 gennaio del 1945 alle elezioni comunali (a suffragio universale) del 24 marzo del 1946.

Il Governatore optò per un’amministrazione non “monocolore”, ma per una rappresentativa di tutte le forze politiche, con a capo l’avvocato Corrado Ciompi, democristiano, che era stato sindaco prima del fascismo. Di Giorgio accettò tale decisione del Governatore e collaborò con il Sindaco Ciompi e con la sua giunta (fu assessore ai lavori pubblici).

Ciò dimostrava che Leonardo Di Giorgio accettava che la nuova Italia fosse governata da un organismo pluripartitico, come era stato convinto che la Resistenza fosse espressione di tutta la società civile che lottava contro il fascismo, come riferisce nell’opera “Gli Occhi della memoria (1919-1923)”, come quando ricorda che il sacerdote Luigi Angeloni era stato incarcerato a Lucca perché antifascista.

Questi valori sono stati testimoniati nell’intensa vita di Leonardo Di Giorgio, che, anche oggi, Viareggio non può dimenticare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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