Il Tirreno

Versilia

Rifiuti, così cambierà Sea Un’app per parlare alla città

di Donatella Francesconi
Rifiuti, così cambierà Sea Un’app per parlare alla città

Camaiore contraria a una nuova società alla scadenza del contratto Del Dotto: avanti con la proroga fino all’arrivo del gestore unico per la costa

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VIAREGGIO. Una applicazione a disposizione dei cittadini per comunicare direttamente con Sea e segnalare rifiuti abbandonati, cassonetti pieni, disservizi nella raccolta porta a porta in tempo reale. L'acquisto, da parte dell'azienda dei rifiuti, è in previsione per il prossimo anno. Quando, però, ben altri nodi dovranno essere sciolti in tema di rifiuti a Viareggio.

Ciò detto, novità in vista ci sono nel lavoro messo a punto in Sea Ambiente dal consigliere delegato per Camaiore, Alessio Ciacci. Tre i binari lungo i quali si sta lavorando per far funzionare la nuova stagione di Sea.

La prima è l'amministrazione, il cui ruolo - Camaiore ed il sindaco Alessandro Del Dotto intendono fissare il concetto una volta per tutte - che controlla come sono spesi i soldi e come sono svolti i servizi, indica gli obiettivi, utilizzando i poteri di socio pubblico. Un ruolo che l’amministrazione Del Dotto ha esercitato con decisione perché «prima ci si limitava a prendere compensi, senza alcuna attenzione per il territorio e per i servizi». Con la scelta dell’incarico a Strata «criticato e attaccato da quelli che hanno paura dei controlli» che oggi fa il direttore del contratto (figura per dieci anni non nominata a tutto vantaggio della politica, e figura mai esistita a Viareggio) il Comune di Camaiore ha recuperato circa 1,7 milioni di euro di crediti per servizi non svolti o svolti male. Limare il servizio a seconda delle esigenza, intercettando anche le seconde case che non erano registrati a fini Tari «ha portato nelle casse comunali 1,5 milioni di euro». E viene davvero da chiedersi se a Viareggio si sia proceduto allo stesso modo, ancora più necessario visto il dissesto.

Il secondo binario è l’organizzazione della azienda. «Il personale è molto - questa la riflessione in atto a Camaiore - i mezzi ci sono, ma c'è bisogno di una svolta organizzativa che recuperi le economie derivanti dall'avvio della raccolta porta a porta e le reinvesta per migliorare il servizio senza aumentare la Tari».

Elemento fondamentale a stretto giro di futuro è la tariffa puntuale. Passando in fretta al sistema della pesatura. «Non è possibile - è lo spunto che arriva da Camaiore - avere 5 bidoni diversi nei ristoranti o nei bagni al mare. Serve che Sea investa nelle macchine che differenziano la frazione secca, così da semplificare la disciplina dei contenitori». A questo sta lavorando Ciacci che, con Scappini e Corsetti, coordinerà l'avvio di una nuova vita organizzativa e pratica per Sea Ambiente: «Camaiore vuole la transizione verso Sea 2.0, con una società più snella, veloce e pratica, lasciando la politica e gli arrivismi personali fuori dalla porta».

Perché tutto fili, è necessario il massimo coinvolgimento dei cittadini. Per questo serve che da un lato il servizio sia impostato in modo più semplice da fare, e che sia compreso il valore enorme del cambiamento. E le grandi utenze devono collaborare: «L'ospedale Versilia deve accelerare l'introduzione della differenziata».

Sul fronte delle scelte politiche, Del Dotto dice chiaramente che «l'ipotesi di una nuova società pubblica al posto di Sea è impossibile. Alla scadenza di febbraio 2017, se come pare Reti Ambiente non ci sarà, Camaiore appoggerà una proroga del termine di chiusura della società fino a quando non arriverà il gestore unico. Se altri sceglieranno di fare una nuova società, lo faranno da soli: non intendiamo buttare via soldi in poltrone facendo passare queste cose come rivoluzioni o cambiamenti necessari, fatti invece ad hoc per sistemare i soliti noti e gli amici degli amici. La politica ha fatto abbastanza danni in Sea: la ricreazione è finita, è ora che la politica scenda dalle giostre delle poltroncine, è ora di lavorare e lasciar lavorare le persone che devono farlo e che sono capaci e competenti perché lo hanno dimostrato e lo dimostrano ogni giorno».

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