Sicurezza
Lido, la Cenerentola diventata Principessa
Estate con il segno positivo sia durante il giorno che la sera
LIDO. La mamma tiene gli occhi fissi sul bimbo che ha il capo chino sul cellulare per catturare i pokèmon. Improvvisamente l’attenzione del piccolo si concentra su altro: è in arrivo una banda con majorette e sbandieratori. «Mamma andiamo», ripete insistentemente. La fanfara passa attraverso le persone che anche a fine agosto affolla il lungomare di Lido.
L’autunno porterà via presto le persone dalla spiaggia, settembre è alle porte ma c’è ancora chi non perde l’occasione per mangiarsi l’ultimo piatto di spaghetti con il pesce sul mare o una catalana. I ristoranti, quelli canonici, sono ancora tutti pieni malgrado sia fine stagione. Alcuni avventori ripiegano sugli stabilimenti balneari. Al bagno Venezia c’è una cena a tema: serata in giallo, dai tovaglioli alle decorazioni, passando per il cibo. Carpacci di mare agli agrumi, paella alla valenciana e torta al limone. Tutto per accompagnare la presentazione di un libro, giallo appunto: l’autore, Stefano Di Marino, è qui questa sera e racconta la genesi del suo libro. Poco più in là, all'altezza del pontile, c’è un cantante di strada che con la sua chitarra intona grandi successi inglesi per qualche spicciolo.
Una signora sulla cinquantina con un vestito leggero di lino color sabbia passeggia sotto braccio al marito, indica alcuni posti e commenta: «Mi ricordo quando venivo qua da bambina - dice nostalgica - non c’era niente di tutto questo. Adesso la passeggiata è più bella e più pulita. Mi è piaciuta anche l'idea della ruota panoramica».
La storia di Lido assomiglia a quella di Cenerentola, la ragazza messa all’angolo che ha trovato la sua scarpetta, la sua fortuna. Quella cittadina di passaggio che non era né carne né pesce, strizzata dall’imponente Viareggio e dalle più celebri Marina e Forte sembra aver trovato una dimensione tutta sua: quella raccolta e familiare che riesce a convogliare nei suoi locali per l’ora dell’aperitivo anche tutti coloro che hanno come destinazione finale mete più glamour. Negli ultimi anni è riuscita anche a strappare parte dei turisti a una Viareggio dilaniata dai dissidi politici. Effettivamente pare che, malgrado la maggior parte dei negozi siano chiusi e settembre alle porte le famiglie, i ragazzi e tanti adolescenti trovino rigenerante godersi l’aria, un drink o un gelato affacciati al pontile.
Come la principessa delle fiabe, Lido sta vivendo il suo ballo: l’estate è stata tutta in positivo con balneari e albergatori più che soddisfatti delle presenze che sono state superiori alle aspettative. Nei mesi più caldi era praticamente impossibile trovare un parcheggio anche per gli scooter e i ristoranti registravano il tutto esaurito anche durante la settimana. Poi tante persone, soprattutto sul lungomare che è diventato il vero polo attrattivo di una cittadina che fino a qualche anno fa sembrava relegata al ruolo di “frazione minore”. Merito anche del fatto che le associazioni hanno organizzato l’estate in modo da dare l’impressione che ci sia sempre qualcosa da fare tra mercatini e piccoli eventi.
Il grande del flusso si concentra all’ora dell’aperitivo o dell’apericena quando arrivano anche tanti giovani sui venti-trent’anni, soprattutto di Firenze e Prato: passano le ultime ore rilassate prima di tuffarsi nella notte versiliese da discoteca targata Capannina, Seven Apples o Twiga.
Intorno alle undici di sera la passeggiata comincia a sbadigliare: i bimbi devono andare a dormire e i genitori pure. I ragazzi che rimangono si concentrano principalmente sul tanto chiaccherato quadrilatero della “movida lidese”: negli anni scorsi i tre locali (Cosmopolitan, Amadeus e Pinolo) erano diventati lo spauracchio dei residenti. Le proteste erano tante ma adesso sembra che le acque si siano calmate e i drink vanno via tranquilli. Il grosso della concentrazione si è disperso anche negli altri pub sul viale Colombo. I locali che rimangono aperti fino a tardi sono pieni, gli adolescenti si godono gli ultimi sorsi d’estate sui muretti del pontile. Le carrozzine sono andate già via da tempo e i genitori pure.
Piano piano la città si svuota e, come una vera Cenerentola, dopo la mezzanotte chi è arrivato a Lido riparte: torna a casa oppure va a ballare. La cittadina però non si trasforma mai in zucca.
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