Attenzione
Notte di sangue in piazza D’Azeglio
Violenta lite tra stranieri finisce in un lago di sangue nell’androne dell’Hotel Firenze tra i turisti terrorizzati
VIAREGGIO. A guardarsi intorno sembra impossibile il racconto di Michele Luporini, gestore dell'Hotel Firenze insieme alla famiglia. Fa ancora caldo e all'ora di pranzo del sabato in piazza D'Azeglio un po' di turisti, il mare che si intravede oltre gli alberi e la Passeggiata. Difficile crede che appena poche ore prima, intorno alle 23,30 di venerdì sera, il marciapiede davanti all'albergo sia stato teatro di una violentissima lite tra due stranieri, terminata in un lago di sangue nell'androne dell'hotel, con le clienti che invece di prendere il fresco sfoderano il cellulare e chiamano i carabinieri. Come ha fatto Giovanna Salomini, arrivata a Viareggio da Scandicci, in vacanza come sempre. Un'ospite dell'albergo che era con lei, però ha accusato un malore. «Eravamo seduti fuori - racconta Salomini - ed abbiamo sentito gridare "aiuto, aiuto". In un attimo sono arrivati due uomini, di corsa. Uno è entrato nell'albergo, e l'altro gli è stato subito sopra. Sono rotolati a terra, nell'androne, sempre uno sopra l'altro». Quello che sembrava ferito più gravemente - prosegue il racconto dei testimoni - aveva un occhio che quasi gli usciva dall'orbita e una parte del volto completamente tumefatta. Era macchiato di sangue anche addosso, e l'altro sembrava inzuppato nel sangue». Una volta all'interno - aggiunge Luporini - «uno dei due ha svelto il bancone dell’accettazione. Poi hanno rotto anche un vaso. Erano ncontenibili».
Difficile intervenire per dividerli, in attesa dell'arrivo dei carabinieri che qualcuno aveva già chiamato vedendo la lite, all'angolo della piazza con l'incrocio via Garibaldi/via Foscolo, dove ci sono i cassonetti, ad un passo dalla caserma della guardia di finanza. In realtà - è la testimonianza di uno degli addetti della “Paninoteca 53”, nella zona della Galleria D'Azeglio - «ho visto i due arrivare dalla zona dove ci sono i pullman», che è la più buia della piazza, occupata da spacciatori e parcheggiatori abusivi, italiani compresi, sempre più aggressivi. «Erano già sanguinanti», continua l'uomo: «Quando hanno raggiunto ai cassonetti uno picchiava l'altro. In strada c'era gente e qualcuno ha provato a dividerli. Per un momento è sembrato che vi fossero riusciti». Ma quando l'aggredito ha tentato di scappare, l'altro gli è stato subito dietro: «Si sono diretti correndo verso l'hotel…Qualcuno ha gridato». Raggiunto l’ingresso del “Firenze”, una delle porte è stata quasi abbattuta dalla furia della "palla" umana creata dalla lotta tra i due.
«Quando sono riuscito a buttarli fuori dall'albergo», è ancora il titolare della struttura a parlare, «l'aggressore ha estratto una bottiglia rotta, ben deciso ad avere la meglio». L'altro, invece, è rimasto a terra:«Sdraiato in mezzo al sangue e credo neanche si rendesse conto di cosa stava accadendo». Quando sono arrivati i carabinieri della Compagnia di Viareggio, per ridurre alla ragione l'aggressore - così le testimonianze - «uno dei militari ha dovuto estrarre la pistola e puntarla contro l'uomo, per poi allontanarlo dal marciapiede» affinché l'ambulanza potesse caricare il ferito più grave e correre verso l'ospedale. In quel frangente i carabinieri - dei quali tutti i testimoni hanno apprezzato l’operato - hanno dovuto fronteggiare la folla: «Ci saranno state 500-600 persone», racconta Luporini, «che gridavano». Sono volate frasi ("ora basta", "lasciate che si ammazzino tra di loro") e anche spunti verso i due uomini protagonisti della violenta lite. «A Viareggio non siamo abituati così», commenta una donna di fronte ai cronisti. «Ma tutte le sere è di questa», aggiunge l’albergatore.
I due stranieri, 32 e 22 anni, sono stati denunciati: per il momento il reato ipotizzato è quello di lesioni personali. Ma non è escluso che per l’aggressore scatti l’arresto a seguito degli accertamenti ancora in corso da parte dei carabinieri della stazione di Viareggio e del Nucleo operativo e radiomobile.
Resta la necessità di tendere un filo di indagine unico sull’ondata di giovani spacciatori in una città nella quale l’illegalità la si tocca con mano su più fronti. C'è chi spaccia in tutto il centro città; chi affitta in nero a spacciatori e prostitute; chi utilizza suolo pubblico che non paga senza che nessuno faccia interrompere le violazioni; le case di appuntamento al lavoro nella stessa piazza teatro della notte violenta. E c'è stato un morto accoltellato in Passeggiata, in pieno pomeriggio, appena cinque mesi fa.
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