Sicurezza
Biagioni si dimette dalla Sermas «Troppe divergenze»
L’ex presidente in rotta con l’amministrazione Del Dotto lascia a Pulga che guiderà la società fino alla liquidazione
MASSAROSA. Una battaglia sotterranea si è svolta nelle sale comunali nelle ultime settimane: un braccio di ferro che ha portato alle dimissioni del presidente della partecipata per i servizi funebri, la Sermas Servizi Srl, Fabrizio Biagioni.
Alla base di questa decisione ci sono dei forti dissapori con l’amministrazione: «Ci sono state delle divergenze troppo grandi che hanno reso doverosa la mia partenza - dice Biagioni - il mio è stato un gesto anche simbolico perché da parte del Comune c’era comunque la volontà di togliermi l’incarico, rimuovendo il cda e sostituendolo con un amministratore unico».
I motivi del divorzio sarebbero legati principalmente all’opportunità di tenere in vita una partecipata che non sarebbe, a detta di entrambe le parti, pienamente operante: «Si privilegiano i voti alle vere necessità dell’azienda - continua Biagioni - la Sermas macina soldi ogni mese lasciando buchi nei bilanci ma evidentemente serviva a qualcuno sfruttare i lunghi tempi della politica e non chiuderla subito. Avevamo l’accordo della messa in liquidazione ma la proprietà ha preferito aspettare per i propri tornaconti. Non si può chiudere i bilanci in rosso solo perché il Comune non riesce a compiere determinate scelte».
Evidentemente l’interesse di Biagioni e del Comune è la liquidazione dell’azienda ma con tempi e modalità diverse e, in base a quanto dice Biagioni, anche all’interesse di portare avanti questa gestione.
«La società verrà liquidata ma solo dopo il voto del Consiglio comunale - dice il vicesindaco Damasco Rosi - e non è vero che ci sono i conti in rosso: la società è sopra di 12mila euro ma la legge impone la liquidazione delle società che non producono un certo utile».
A gestire la società, dopo la dipartita di Biagioni è Matteo Pulga, il commercialista di Viareggio il quale accompagnerà presumibilmente la Sermas alla liquidazione.
Resta l’incognita su che fine faranno i tre dipendenti della partecipata visto che, secondo la riforma Madia, i lavoratori comunali possono transitare nelle partecipate ma non viceversa: non potranno quindi essere assorbiti nell’organico comunale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
